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Salad Days Magazine | October 5, 2026

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PRIMITIVE MAN ‘OBSERVANCE’

PRIMITIVE MAN ‘OBSERVANCE’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

PRIMITIVE MAN
‘Observance’-LP
(Relapse)
8/10


Non mi soffermerò sui temi messi in evidenza dai Primitve Man nel nuovo album quali la tossicità, la disillusione, la dissoluzione dei sogni d’infanzia, la complessità dei mali, tematiche tutte legate all’industria musicale, nè tantomeno mi soffermerò sul conseguente senso di isolamento della band e il ritrovato stato di libertà (apparente… eheheh), ma su quello che i Primitive Man riescono ancora dopo dodici anni a trascinarsi nel loro fardello: il loro sound PUNITIVO. Una condizione sia fisica che mentale che ti mette ancora una volta, senza pietà, a dura prova. La potenza musicale sprigionata in ‘Observance’ è al solito catastrofica, schiacciante, metafisica, le spire che ti avvolgono come, ad esempio, in ‘Devotion’ sono soffocanti, puro dolore/piacere che l’incoscio ti presenta dinnanzi, un po’ come essere trasportati nei perversi meandri violenti e sessuali (dove si è vittime, ma allo stesso tempo potenzialmente nuovi carnefici) di Ken Park, di Larry Clark (pensa te!). La forma del suono, la genesi complessa di ‘Observance’ e l’evoluzione che ne (con)segue è in grado di indurre la trance diventando presto totalizzante! In questo stato emotivo paralizzante si deve riconoscere ai Primitive Man di avere la capacità di portarti con il loro processo musicale sull’orlo della follia più estrema. Ascoltare gli oltre 68 minuti di questo long player (dove i brani superano tranquillamente i 10, 13 e 14 minuti e mai sotto i 7 se non per lo sputo drone/noise di 1.54 di ‘Iron Sight’) è un atto da compiere nella totale lucidità e fedeltà di sposare la causa musicale dei Primitive Man. Insomma, non adatto ai deboli di spirito o cervelli ibridi e persuasivi.
(Giuseppe Picciotto)

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