SMOTE ‘SONGS FROM THE FREE HOUSE’
Review Overview
7
7SMOTE
‘Songs From The Free House’
(Rocket Recordings)
7/10
Non sono amante delle musiche che guardano lontano, in luoghi sperduti o remoti, che fanno capolino in galassie cosmische sconosciute o di viaggi interstellari, ma la visione di Smote (Daniel Foggin), che ha passato la maggior parte della sua vita adulta come giardiniere paesaggista, mi incuriosisce perché ascoltandolo, l’antro che parebbe si spalanchi chissà in quale zona remota da esplorare, paradossalmente, sa molto di terra, di ruvido e di palpabile. Daniel Foggin è come se ricreasse una confort zone dove perdersi, ma non lontano dalle proprie radici ed è proprio qui lo snodo della sua musica che, con fisicità e urticante forza, incarna uno spirito primordiale dal quale ne scaturisce ancora un altro paradosso: uno stato meditativo. ‘Songs From The Free House’ ha brani medio lunghi (tra i sette e i dieci minuti), il quadro sonoro che si sprigiona ha sicuramente un’entità folk di base ma influenzata pesantemente dall’elettronica e dalla drone music (anche come mezzo trascendente per ricreare una “creazione”). La personale visione si tinge di sfumature e segmenti minuziosi che ricreano strutture che, come sottilineavamo, richiamano più la fisicità che lo spirito, dove la forza epica, che potrebbe ricordare i Sunn O))), trascende l’esprimibile oltre la forma del linguaggio. L’ignoto a due passi da casa.
(Giuseppe Picciotto)
Live dates:
17 Oct / Falmouth / KCM Church
18 Oct / Bristol / Down Stokes Festival
19 Oct / Preston / The Ferret
20 Oct / Glasgow / Hug and Pint
23 Oct / London / The Lexington
24 Oct / Derby / Dubrek Studios
26 Oct / Newcastle / The Lubber Fiend
13 Dec / Todmorden / The Golden Lion

















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