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Fair Trails: da tre salti a un progetto che cresce insieme a chi lo costruisce
September 1, 2026 | Salad DaysCi sono posti che nascono semplicemente perché qualcuno decide di scavare della terra. E poi ci sono posti che, nel tempo, diventano qualcosa di molto più grande.
Il Fair Trails appartiene decisamente alla seconda categoria. La storia comincia circa quindici anni fa, quando Alberto Taro, spinto dalla passione per la BMX e dalla voglia di avere un posto dove poter imparare, provare e perfezionare nuovi trick, realizza una piccola linea composta da appena tre salti.
Niente di particolarmente ambizioso, almeno sulla carta. Ma è proprio da lì che inizia tutto.
Negli anni Alberto comincia a sviluppare una conoscenza sempre maggiore del trail building. Scavare, modellare, capire le traiettorie, interpretare la velocità e soprattutto imparare a costruire qualcosa che permetta a chi gira di migliorarsi. La linea cresce insieme alla sua esperienza, fino a trasformarsi in un vero e proprio playground articolato su più livelli.
Oggi il Fair Trails propone tre linee progressive per difficoltà, con salti di diverse tipologie, qualche gap e diversi transfer. Un’evoluzione che racconta bene anche il percorso fatto dal suo creatore. Perché nel frattempo quella che era nata come una passione è diventata un mestiere.
Negli ultimi anni Alberto ha portato il suo lavoro ben oltre il proprio trail, viaggiando in Italia e nel mondo per costruire pump track, trail e linee dedicate alla mountain bike. Un’attività che porta avanti anche insieme al fratello minore e che gli ha permesso di accumulare un bagaglio tecnico e una sensibilità costruttiva che oggi sono evidenti nel Fair Trails.
Dopo diversi anni è arrivato anche il momento di cambiare casa. Il trail è stato ricostruito in una nuova location, dando vita a una struttura completamente nuova, ma mantenendo intatta l’idea originale: creare uno spazio dove poter girare, divertirsi e soprattutto progredire. L’evento di presentazione è stata l’occasione per vedere finalmente le nuove linee prendere vita sotto le ruote dei ragazzi presenti. Una giornata fatta di riding, prove, trick e qualche inevitabile tentativo andato meno bene del previsto. Ma è proprio questo il senso di un posto del genere: provare qualcosa che non si è ancora capaci di fare, cadere, capire cosa è andato storto e riprovarci.
Guardando il Fair Trails oggi è difficile pensare a quei primi tre salti. Eppure è proprio da lì che bisogna partire per capire cosa rappresenta questa struttura. Non è soltanto il risultato di anni di lavoro sulla terra. È la fotografia di un percorso personale, quello di Alberto, e della sua evoluzione da rider con la necessità di trovare un posto dove allenarsi a trail builder capace di trasformare quella stessa necessità in un lavoro.
La qualità delle nuove linee parla da sola. Curve, salti e transizioni sono costruiti con una precisione che arriva dall’esperienza accumulata negli anni, ma senza perdere quella componente fondamentale che sta all’origine di tutto: la voglia di andare in bici. Ed è forse questa la cosa più interessante del Fair Trails. Dietro alla terra, ai salti e ai gap non c’è soltanto la ricerca della linea perfetta. C’è una filosofia semplice: costruire un luogo che permetta alle persone di divertirsi e, allo stesso tempo, di diventare rider migliori.
Il nuovo Fair Trails è quindi molto più di una nuova struttura. È un progetto che continua a crescere, proprio come è cresciuto Alberto. E la sua storia, probabilmente, è ancora lontana dall’essere arrivata all’ultimo capitolo.
(Testo e fotografie di Marco Mattu @marco.m_photo)































