JUREK PRZEZDZIECKI ‘OPTIMISM BIAS’
Review Overview
8.5
8.5Jurek Przezdziecki
‘Optimism Bias’-LP
(International Day Off)
8.5/10
Arriva una mail da parte di SDM con roba da ascoltare di musica elettronica e mi ci tuffo immediatamente. Tra nomi nuovi e altri che non mi dicono niente ce n’è uno, un nome, che mi ronza in testa: quello di Jurek Przezdziecki. Ed ecco ricordarmi di alcuni suoi lavori passati di rilievo e molto incisivi, con un fare ipnotico, meccanico, legato molto alla techno di Detroit. ‘Optimism Bias’ è pronto per l’ascolto e sarà fuori il 20 novembre su International Day Off. Przezdziecki sceglie di scavare a fondo nella propria visione concettuale della techno. ‘Optimism Bias’ è un lavoro che fonde l’eredità ritmica di Detroit (come dicevamo…) con la tensione spezzata e profonda della scuola UK, intrecciando sequenze ipnotiche, energia analogica grezza e un innato senso per lo spazio e la melodia. Sono esterrefatto dalla bellezza di come vengono trattati i pattern, dalla rigidità architettonica con cui sono costruiti e dalla pura tensione costante. Ciò che rende ‘Optimism Bias’ un album vivo e tridimensionale è la sua genesi: leggo che le tracce sono nate in momenti storici diversi della vita di Jurek, ma è incredibile la coesione con cui vengono tenute tutte insieme. Il groove sprigionato è viscerale, scolpito con una precisione chirurgica; l’atmosfera profonda e dilatata, invece, ti fa respirare, ti ridà tempo così da poter scrutare la tridimensionalità del sound design; infine, il ritmo ripetitivo diventa elemento di trance e ipnosi pura, generando mistero. ‘Optimism Bias’ non insegue l’impatto facile né la provocazione fine a se stessa: è il dettaglio che fa la differenza, come in una grande opera architettonica capace di farti girare la testa solo per degli spigoli troppo in evidenza. La micro-variazione è la regola che si cela dietro i circuiti di synth e drum machine. Un’esplorazione attenta e consapevole di paesaggi elettronici complessi, capace di risultare senza tempo ma con le radici ben piantate nel presente. Il polacco Jurek Przezdziecki (noto anche con l’alias Praecox) ritorna con un album di grande rilievo, un’opera essenziale per chi vive la techno come architettura sonora.
(Giuseppe Picciotto)

















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