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Salad Days Magazine | January 24, 2022

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‘DOPE BOYS ALPHABET’ – RECAP

‘DOPE BOYS ALPHABET’ – RECAP
Salad Days

‘DOPE BOYS ALPHABET’
di Marco Proserpio
(in streaming su Amazon Prime)


Ho tempo da perdere essendo fucking positive: decido di guardare ‘Dope Boys Alphabet’ subito dopo ‘Famoso’, tipo quelle robe da nerd, non so, le maratone ‘Star Wars’! Decido di dare la precedenza, e quindi un vantaggio indubbio sulla mia scala “attenzione”, a ‘Famoso’. Per essere chiari, mi interessa essere il più obbiettivo possibile. Finisco le mie quattro ore di visione. Cosa penso? ‘Dope Boys Alphabet’ vs ‘Famoso’ è come Marvin “Marvelous” Hagler vs John “The Beast” Mugabi. Trovate tutto sul tubo, se non c’eravate. Guardatevelo con il commento di Rino Tommasi, e mi direte se non ho ragione. E potrei finire qui. Ma forse, per evitate le vagonate di merda che ti mandano, inevitabilmente, quando “tocchi” qualcuno, vale la pena spendere due righe di spiega. Maturità vs Gioventù. Tecnica vs Potenza. Resilienza vs Cattiveria. In quell’incontro c’è tutto questo, e di più. C’era “The Beast”, che arrivava da 26 incontri consecutivi vinti per KO. C’era “The Marvelous”, che per la prima volta (dicono le cronache) sentiva la pressione della nuova generazione. Sfera parte bene, un po’ come Mugabi. Vince le prime due riprese. ‘Famoso’, finche’ si parla di Cinisello, degli inizi, non molla un colpo in intensità, in ritmo, in direzione. Noyz “paga” i dieci anni (plus) di differenza con lo sfidante. Diciamolo: come ci divertivamo “noi” (quelli nati con il 7 davanti) non lo capisce nessuno, oggi. Ma poi arriva la sesta ripresa. Quello che per molti è il round più bello nella storia della boxe. Colpi tremendi, cambi guardia, no guardia. Roba che guardo e ancora oggi mi viene la pelle d’oca: non si capisce come ne siano usciti vivi. Non si capisce come ne siano usciti vivi, ma da lì in poi Hagler finisce Mugabi, che all’undicesima va Knock Out. Non esiste un punto preciso, un “sesto round”, nel match ‘Famoso’ vs ‘Dope Boys’. Al contrario vedo tanti colpi ben assestati, un diesel da una parte, ed una macchina che va fuori giri dall’altra. Gli Undertakers, cazzo, e lo studio nello scantinato sotto la parrucchiera. Gli Slayer ed i Six Feet Under in ‘Dope Boys’. Non solo il Leoncavallo, ma persino COX18 in ‘Dope Boys’. E di là? In ‘Famoso’ ci sono Diplo e Aoki. Gente che vive in un altro mondo. Per intenderci: la casa di Aoki è una delle cose più lontane da ogni discorso di credibilità, di “buon esempio”, di “rispetto”: quando parlo di “macchina fuori giri”. E veniamo al KO. Minuto undici (come la ripresa, non sarà mica un caso!) di ‘Dope Boys’. Le origini dei Truceboys: appare una foto “ritoccata” (per ovvi motivi) del pusher che ha messo in contatto questo con quelli, quelli con questo. Il pusher in questione indossa una felpa blu dei Bruins, UCLA. Cazzo, ma quella è la mia felpa! Chi pensa a me al liceo, pensa a quella felpa, la felpa blu dei Bruins di UCLA. ‘Famoso’. In tutto il film trovate qualcosa che mettereste? No. Questa è Milano Moda. Questa non è la strada.

PS
Noyz “Marvelous” Narcos? Non ho parlato dello studio di tatuaggi. Non ho parlato di Matteo Swaitz. E non ho parlato (da valtellinese) del Braulio che si fa nella villa/studio del prossimo album.

PPS
Noyz “Marvelous” Narcos? Ve la ricordate la mia rece di ‘Mutazione Del Virus’, Il Contagio con Attarus. C’è sempre grande timore quando uno bravo (nel calcio, ma anche nella musica) viene a Milano: troppa moda, troppi soldi, troppe donne, troppi amici, troppe tentazioni, troppo facile. Noyz si è trasferito a Milano. Per adesso ha riempito il posto e sta spaccando tutto.

PPPS
Visto che di documentario si tratta, non scordiamoci della regia di Marco Proserpio: non deve essere stata una passeggiata mettere ordine e dare (quella) forma alle ore di archivio che Noyz e crew gli anno messo a disposizione.
(fmazza1972)

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