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Salad Days Magazine | December 3, 2021

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IDLES ‘CRAWLER’

IDLES ‘CRAWLER’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

IDLES
‘Crawler’-CD
(Partisan)
8/10


Confesso senza troppe storie che questo pezzo non la volevo fare. Ovvio: che senso ha spendere del tempo per uno dei gruppi che mi ha “riconciliato” con l’ambiente punk (quindi recensione che sarebbe di parte, assolutamente “fanzinara”), piuttosto che per uno dei (pochi) gruppi per cui è giusto parlare di “universal critical acclaim” (quindi recensione che non aggiungerebbe niente a quella del Guardian, per dire il primo, più autorevole, che mi viene in mente). Ma poi succede questo. Ricevo in quegli stessi giorni le novità Epitaph, tra cui Save Face e Magnolia Park. Incuriosito dall’hype (e da qualche video), scarico ed ascolto i file. Mi accorgo che ‘Halloween Mixtape’, primo lavoro dei giovani Magnolia Park, comincia con un pezzo dal titolo… indovinate un po’? ‘The End’. ‘Crawler’, al contrario, si chiude con un pezzo dal titolo… indovinate un po’? ‘The End’. Lascio da parte ogni commento da fanzinaro su quale dei due gruppi sia il più “idiota” (scusate, diciamo “banale”, se no mi arrivano gli avvocati) nella scelta di un titolo del genere e della relativa posizione nella setlist. (Per dirla tutta, negli Idles la cosa è più coerente con il concept generale, i.e. le dipendenze del nostro Talbot). Quello che importa. Provate ad ascoltare le due ‘The End’ in successione. Prima una, poi l’altra. Prima l’altra, e poi la prima. Viceversa. Due/tre minuti per ripigliarvi, e poi ancora. Pazzesco. Converrete con me che ‘The End’ made in Orlando sembra una pubblicità delle merendine sparata tra supplementari e rigori della finale degli Europei. Pazzesco. L’unica cosa che rimane di quella ‘The End’ (quella americana) è il volume, la mega produzione pulita, perfetta. Ma i contenuti, ragazzi: stiamo parlando di MERENDINE. La ‘The End’ inglese, al contrario, è una botta di tensione, di malattia, di stress. Sentire Talbot gridare “life is beautiful” su questo incedere black (occhio all’utilizzo della voce) / doom
(voglio la cover degli Sleep) è come Jorginho che sbaglia quel rigore… Donnarumma para il rigore decisivo, e ‘Crawler’ ha una delle più incredibili ballad mai composte NON firmate da Nick Cave: ‘The Beachland Ballroom’. Onestamente, per noi hardcore, ‘Crawler’ è un filo lungo. In effetti potevamo vincere ai tempi regolamentari… vabbè. Ma come diceva Turi, il mio collega “duro” quando lavoravo in fabbrica: gli Idles i Magnolia Park se li mangiano a colazione. AMEN.
(franz1972)

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