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Salad Days Magazine | November 28, 2022

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Jeff The Brotherhood ‘Zone’

Jeff The Brotherhood ‘Zone’
Salad Days

Review Overview

7
7
7

Rating

JEFF THE BROTHERHOOD’
‘Zone’-CD
(Infinity Cat)
7/10


Non conoscevo questa band. E’ descritta in giro, come un vero e proprio progetto artistico, più che musicale, esiste dal 2002 ed è nato dall’idea di due fratelli di Nashville: Jake e Jamin Orrall. Loro sono i Jeff The Brotherhood ed hanno appena pubblicato un nuovo, intenso, album: ‘Zone’. Facendo un salto sul sito della Infinity Cat Recordings, etichetta che ormai da anni supporta e pubblica i dischi di questa non troppo giovane compagine del Tennessee, la risposta è pazzesca: tutti i dischi precedenti l’odierna pubblicazione sono sold out! Hanno un seguito straordinario, basta guardare un paio di foto delle gallery sui loro social per capire quanta gente riempie i loro live in ogni dove, d’altronde avevano colpito anche il mondo più commerciale uscendo sull’etichetta ormai svanita, creata dal marchio Volcom anni fa. Grunge, del tipo che appena li ascolti soprattutto se per la prima volta ti sembrano pezzi sconosciuti dei Nirvana, poi però studiando la loro storia e andando a fondo alla questione, cominci a percepire tanto altro: rock, fusion, jazz, stoner. E’ una di quelle band che andrebbe ascoltata in un salotto stracolmo di fumo proveniente da sigarette, sigari e pipe, brani riflessivi, lenti, talvolta psichedelici nella composizione. Tutto ciò viene fuori dai loro lavori precedenti e in questo caso anche dal nuovo album, ‘Zone’. Sono dodici brani, accompagnati da una copertina sconvolgente: una cornice color carne, dai ragazzi color carne, chi di questi tempi si inventa una copertina di un disco color carne? E’ assurdo! Al centro su una specie di pavimento grigiastro, una strana maschera e una pianta, non troppo facile decifrare una roba del genere. Il sound è compatto, il disco è registrato benissimo e le tonalità vocali sono tanto antiche quanto moderne, malinconiche, trascinate fino alla fine di ogni pezzo. Ricordano come già detto i Nirvana (ad esempio nel brano ‘Energy’), a volte i brani lenti dei Weezer (ad esempio nel brano ‘Idiot’) e perché no anche i Blur di un tempo. In ‘Roachin’ sesto pezzo in ordine numerico, compare anche una voce femminile su una strumentale particolarmente stoner. Sperimentali, non dispiace nel complesso questo disco ‘Zone’ che la band sta portando in giro con un’ etica totalmente diy, alcuni concerti sono organizzati in posti minuscoli si pensa, si legge, tramite organizzazione diretta senza nessuna agenzia di mezzo. Saranno in Europa dal 18 al 27 Ottobre, nessuna data italiana prevista…
(Turi Messineo)

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