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Salad Days Magazine | April 10, 2020

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WSTR ‘Red, Green Or Inbetween’

WSTR ‘Red, Green Or Inbetween’
Salad Days

Review Overview

6.5
6.5
6.5

Rating

WSTR
‘Red, Green Or Inbetween’-LP
(No Sleep)
6.5/10


Il loro primo Ep, intitolato ‘SKRWD’ aveva già riscosso un certo successo dopo la pubblicazione, nel Settembre del 2015, grazie alla famigerata etichetta discografica statunitense No Sleep Records. La giovane band di Liverpool, WSTR, giunge adesso all’album di debutto ufficiale: si chiamerà ‘Red, Green Or Inbetween’ e uscirà il 20 Gennaio prossimo. Procediamo con calma, un breve recap: la No Sleep Records, è un’etichetta indipendente americana ormai abbastanza conosciuta, creata nel 2006 da Chris Hansen con lo scopo di promuovere, ricercare e supportare band della sfera punk rock, concentrandosi in particolare sui rami più melodici quindi il pop punk, l’emo, lo screamo ed il melodic hc. La sua squadra è formata adesso da nomi estremamente influenti nell’ambiente: Into It. Over It. e Touche Amore potrebbero già bastare ma potremmo proseguire con In Between, No Trigger e Balance And Composure. Bastano? Punti in favore dei giovani inglesi che, provenienti da una città famosa come Liverpool, in quanto a musica e data la storicità raccolta per i Beatles, spingono in avanti la loro passione tramite motivi musicali estremamente piacevoli e ben suonati. ‘Red, Green Or Inbetween’ infondo è un buon disco: undici brani creati su un trascinante melodic hc misto al più classico pop punk degli ultimi anni. Cominciamo dalla nota negativa: la voce. E’ realmente simile a quella dei colleghi d’oltre oceano The Story So Far, fin troppo forse. Le note positive sono racchiuse tutte quante nella parte strumentale, d’altronde impeccabile e non smetterò mai di dire che quando si tratta di una band inglese è raro ascoltare qualcosa di suonato in maniera maldestra e poco strutturata. Del brano ‘Footprints’ ne hanno fatto un video clip montando alcune scene live dei loro concerti ed altre girate durante viaggi e ultimi tour, ma anche di ‘Lonely Smiles’ ne hanno fatto uno: questa volta è ben girato in studio, tra luci di posa, palloncini gialli e un paio di comparsate esterne. La band funziona molto bene, di sicuro colpirà i più giovani. La copertina dell’album ritrae una specie di bambola voodoo tenuta su un palmo di mano dentro ad una camera da letto, tutto quanto è disegnato e non fotografato. Niente di particolarmente nuovo all’orizzonte, ma è un buon disco, pecca di poca originalità ma si lascia ascoltare tranquillamente. Magari li ritroveremo su uno dei palchi dell’attesissimo Groezrock quest’anno?
(Turi Messineo)

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