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Salad Days Magazine | May 25, 2024

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Cult Leader ‘Lightless Walk’

Cult Leader ‘Lightless Walk’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

CULT LEADER
‘Lightless Walk’–CD
(Deathwish)
7.5/10


Dopo l’assaggio dell’EP ‘Useless Animal’, i Cult Leader sono pronti a debuttare per Deathwish col primo full length, ‘Lightless Walk’. Chi sono i Cult Leader? Sono i Gaza con un bassista diverso, Sam Richards, e sostanzialmente si offrono ancora oggi di buttar fuori rabbia, frustrazione e depressione con stile, risparmiando così sugli psicologi, senza considerare quelli di chi ascolta. C’è molto metallo nel tono blackened hardcore dei Cult Leader, che infatti suonano quadrati in un caos ben organizzato, dove esaltano chitarre infinitamente pesanti e ritmiche complesse. Il primo pezzo dell’album, ‘Great I Am’ è in assoluto il più aggressivo, e lo è davvero in maniera impressionante, grazie alla grindata iniziale seguita da una ritmica dispari dimezzata più volte, veramente notevole. Un pezzo che fa immergere subito nell’abisso dei Cult Leader, che nella traccia successiva, ‘The Sorrower’, danno sfogo al noise in stile Eyehategod, protagonista anche in ‘Hate Offering’. ‘Sympathetic’ è invece la canzone più complessa di ‘Lightless Walk’, perché mischia tutte le caratteristiche peculiari della band: violenza e caos sì, ma attenzione anche alle atmosfere, date da chitarre evocative che rimandano sofferenza. Quest’ultimo aspetto trova massima espressione in ‘A Good Life’ e nella traccia di chiusura che dà il nome al disco, nelle quali il cantante Anthony Lucero si trasforma in Nick Cave, con slanci tanto gravemente melodici quanto melodrammatici, accompagnati anche da chitarre pulite, che concedono tregua rispetto alla saturazione sonora quasi eccessiva degli altri pezzi. Le ultime canzoni, tra le quali va citata l’ossessiva ‘How Deep It Runs’, sono una discesa nella negatività totale che esprime questa band, che però sceglie di non destrutturare la musica in accordo alle tematiche. ‘Lightless Walk’ infatti non è solo un disco pieno di sensazioni o una semplice discarica emotiva, ma un album vario, in cui si può apprezzare una forma complessa, organizzata secondo le leggi della violenza che domina l’universo.
(Francesco Banci)

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