DISCOMOSTRO ‘OH NO!’
Review Overview
8
8DISCOMOSTRO
‘Oh No!’-CD
(Professional Punkers)
8/10
Esce ‘Oh No!’ dei Discomostro… ed il trip che mi ossessiona è Indiana Jones. In particolare ‘I Predatori Dell’Arca Perduta’. Scena “duello breve”, se la volete recuperare sul tubo. Mercato del Cairo (mi sembra)… inseguimenti vari… Indy che si trova in una piazzetta… si guarda attorno alla ricerca di una via di fuga… posto pieno… casino… anzi caos… cazzo siamo al mercato del Cairo, mica a Milano o Londra… ad un certo punto il silenzio… gente che si divide tipo wall of death… dall’altra parte dello spiazzo spunta un tipo cattivissimo, vestito di nero (con il resto della piazza “bianco”)… un tipo cattivissimo che inizia a “giocare” con la sua scimitarra… aiuto… Indy ‘sta volta non ha scampo… ‘sta volta muore… momento di tensione… momento “io ce l’ho più duro di te, sfigato col cappello e la frusta” … Indy lo guarda… tira fuori la pistola… SBAM: uomo “che ce l’ha più duro” a terra. In occasione dell’uscita di ‘Oh No!’ mi sono preparato. Ho letto molto. Mi sono riguardato il passato, compreso la (mia) recensione, sempre per Salad Days, di ‘Mostropatia’… per chi vive su Marte il lavoro precedente. Cito me stesso: “… i Discomostro si meritano di meglio”. Là mi riferivo alla disattenzione della “critica di regime”… al fatto che avrei potuto impostare il pezzo attaccando i “giornalisti” di cui sopra… sarebbe stato molto semplice. Ma: “… i Discomostro si meritano di meglio”. Ora, al QUARTO album, e aggiungerei “cazzo finalmente”… la critica di regime si accorge dei Discomostro! Ma, come oramai è ovvio nel “nostro” mercatino (peggio del Cairo) indie/punk/alternative, noto che “accorgersi” = salire sul carro del vincitore… “accorgersi” = gara a chi la spara più grossa (ho letto delle cose da DASPO, CAZZO)… “accorgersi” = “io ce l’ho più duro di te”. Un po’ come il tipo nero che gioca con la scimitarra. “… i Discomostro si meritano di meglio”. I Discomostro si meritano una recensione da fanzinaro… non da “critica di regime”. Al fanzinaro, innanzitutto, NON GLIENE FREGA UN CAZZO del fatto che Carlame sia un grande… tipo: “il suo disco solista fatto in cameretta è una bomba dove sperimenta l’elettronica… il cantautorato… e tutto questo si vede, ora, in ‘Oh No!’… un genio… un poeta… CAPOLAVORO”. Questo mantra mi sembra il tipo nero che gioca con la scimitarra. Il fanzinaro, invece, GODE quando i Discomostro pubblicizzano le loro cose con un pezzo di Craig Richards. Craig Richards, capito? Non l’ennesima lagna hardcore in finlandese (quando va bene). Né gli 883…. loro mettono Craig Richards. I Discomostro che mettono Craig Richards sono Indiana Jones che abbatte l’uomo nero “io ce l’ho più duro di te”. I Discomostro si meritano una recensione da fanzinaro… non da critica di regime. ‘Oh No!’ è un lavoro AMBIZIOSO. E non sto parlando della tracklist (12 pezzi a 10 rispetto a ‘Mostropatia’). ‘Oh no!’ sono dieci minuti in più di musica! DIECI MINUTI. “Quasi mezz’ora” contro “quasi venti minuti”. Nell’hc questa è una sfida pazzesca. E, visto che sono un fanzinaro. Se le suggestioni “soliste” di Carlo e di Andy avessero preso piede… se quei dieci minuti in più di musica fossero stati “elettronica da cameretta” o “folk/punk acustico”… avrei immediatamente spento lo stereo… chiuso tutto… andatevene aff… e questo pezzo lo lasciamo alla “critica di regime”. I Discomostro vincono la sfida “uscendo” un album di hc evoluto. Quei DIECI minuti sono assolutamente ELETTRICI. Morla e Manuel devono aver detto, chiaro e tondo: “FUORI LE CAZZATE hipster dai Discomostro, noi siamo un gruppo hc”. Ed io, che sono sono un fanzinaro, rimango della mia idea. Volete sapere il nome che più associo ai Discomostro, per “gestione” dei pezzi e per apertura “al mondo”? I Refused. ‘Oh No!’ richiede attenzione. ‘Oh No!’ non gira a 4/4 (anzi). La chitarra di Morla non sono dei riff “facili”… che ti si stampano in testa. La chitarra di Morla, spesso, si muove assieme e contro alla voce di Carlo: avete presente Lalonde dei Primus? Ecco… visto che la sparano tutti grossa… SBAM! Morla e la sua chitarra sono Indiana Jones che abbatte l’uomo nero “io ce l’ho più duro di te”. I Discomostro si meritano una recensione da fanzinaro… non da critica di regime. In questo momento, a parte l’emo e le re-union, sono due i gruppi HC italiano “headliner”, per dirla alla Cantelli. Discomostro e Golpe (e, per intenderci, mi piacciono, e molto, tutti e due). Una cosa da sottolineare riguardo a Carlo e Company? Sono diventati headliner, vero… ma rispetto ai Golpe ci sono arrivati per la via difficile. I Discomostro hanno un nome di merda. I Discomostro avevano un passato importante… anzi… un passato INGOMBRANTE (nel bene e nel male, talking about Skruigners). I Discomostro non parlano di patriarcato… né di diritti animali. Non cantano di politica in senso stretto… non ci ammorbano con Trump et similia… potrebbero essere vegan? Boh… di sicuro non sono straight edge… bevono e qualcuno secondo me fuma! Presenza e “figaggine milanese”? Forse un po’… ma avete mai visto i Golpe? I Discomostro fanno pezzi “difficili”… hardcore evoluto, hardcore di “difficile ascolto”. Hardcore che richiede TEMPO. I Discomostro sono diventati headliner, vero… ma rispetto ai Golpe ci sono arrivati per la via difficile. I Discomostro si meritano una recensione da fanzinaro… non da critica di regime. Ed il fanzinaro finisce ricordando un pezzo degli Skruingners. ‘Non Voglio Essere Niente’. Da ‘La Cosa Che Non Ha Importanza’. ‘Non Voglio Essere Niente’. Carlo a fine ’98 era l’uomo nero che gioca con la scimitarra… “io ce l’ho più duro di te”. I Discomostro di ‘Io No!’ sono Indiana Jones che abbatte l’uomo nero “io ce l’ho più duro di te”.
(fmazza1972)

















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