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Salad Days Magazine | May 30, 2024

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ENRICO BRIZZI E YUGUERRA ‘BASTOGNE’

ENRICO BRIZZI E YUGUERRA ‘BASTOGNE’
Salad Days

Review Overview

7.5
7.5
7.5

Rating

ENRICO BRIZZI E YUGUERRA
‘Bastogne’-CD
(To Lose La Track/Gasterecords/Laroom/D.E.S./Waddafuzz)
7.5/10


Operazione molto ambiziosa quella messa in piedi da Brizzi. A seguito di uno spettacolo “one shot” – lettura e musica per i 25 anni di ‘Bastogne’ (per chi vive sulla Luna il secondo titolo del nostro) – lo scrittore, con l’aiuto del prezioso musicista, ha deciso di trasformare il tutto in un CD. 7 pezzi. 7 estratti. Collaborazioni importanti. Ripeto. Operazione molto ambiziosa quella messa in piedi da Brizzi. Penso quindi valga la pena spendere qualche riga in più per parlarne. Lui stesso e le persone coinvolte (che sono tante) se lo meritano… a maggior ragione in questo periodo: ne avrete piene le palle di miei pezzi riguardo all’ennesimo super prodotto targato Daze o Triple B (“so bored with the US” dicevano i Clash o no?!!). Pretenzioso, noioso, inascoltabile. Queste erano le mie aspettative. “Mamma mia che modo, Franz!” potrebbe pensare qualcuno. Ma avevo le mie ragioni. Pretenzioso. Ogni volta che si palesa la parola magica “ambizione”, da buon “punk” mi scatta il rigetto. Senza se e senza ma. Opera ambiziosa? Mi stai cercando di insegnare qualcosa. Lasciami stare. Noioso. Di Rollins ce n’è uno. E Rollins viene e ha vissuto dal/nel peggio mondo. Altro che Bologna. Altro che Nizza. Inascoltabile. In Italia pochissimi sono i casi di musica “declamata” (possiamo chiamarla così?) che hanno raggiunto oggettivamente “i piani alti”, e parlo di valore “artistico” della proposta. Mi vengono in mente… lato rock (da prendersi ovviamente con le super pinze) Massimo Volume e Offlaga… lato “hip hop” (da prendersi ovviamente con le super pinze) Uochi Toki. Pretenzioso. Noioso. Inascoltabile. Queste erano le mie aspettative. Il libro, poi, non l’avevo proprio digerito. Ho recuperato una mia recensione del tempo, i.e. dalla fanza Rote Front numero 2, gennaio 1997. Una vita fa. “…sarà, ma l’uscita natalizia del più giovane e corteggiato scrittore della nuova generazione mi ha un po’ deluso…” “…quello che manca (n.d.r. rispetto a ‘Jack Frusciante’), come ho già detto, è l’effetto “identificazione”, e l’entusiasmo che ne deriva…”. Queste erano le mie aspettative. Aggiungiamoci l’ospitata di Federico Poggipollini, che per i duri e puri (e forse anche un po’ stupidi, a questo punto) come il sottoscritto sta a ‘Bastogne’ come non so, come Jovanotti sta al documentario di Gaber. La ciliegina sulla torta? Tony Face (un faro nel mare magnum del giornalismo e della divulgazione musicale italiana e non) che parla di “alt-rock”. Alt-rock: un altro modo per dire: “pretenzioso. Noioso. Inascoltabile.” Queste erano le mie aspettative. Ed invece. Trovo ‘Bastogne’ un CD molto interessante. Un lavoro che sta in piedi, dritto e a spalle larghe, da solo. Innanzitutto. Ambiziosa, l’operazione, ma assolutamente non a cas(zz)o. Anzi. Ricordiamoci che Brizzi portava (mi sembra proprio ‘Bastogne’, e mi sembra pure di averli visti al Tunnel, glielo chiederò) i suoi testi in giro con i De Glaen. Succedeva fine anni ’90? Succedeva, comunque, quando ‘sta roba in Italia era SCONOSCIUTA. Per intenderci. Il primo The Streets usciva nel 2002 e non che da noi abbia avuto tutto ‘sto successo. Cappello. Doppio cappello perché di CD, oggi, non se ne vende uno. Triplo cappello perché la nostra generazione, quella dei primi anni’70, concepisce la “socialità” come “andare a mangiare fuori”, “andare al cinema”, “andare a vedere Vasco”. Tutto il resto, compreso il CD in cui Brizzi recita ‘Bastogne’, non esiste. Noioso? Not at all. Brizzi regge alla grande la prova dello spoken word. Complimenti. E lo dico da NON fan del genere. E lo dico da SUPER fan di Rollins. Un conto è il palco. E quindi VEDERE chi ti parla. Mestiere, presenza, carisma: il risultato te lo porti a casa. Qui siamo io “contro” il mio stereo, io contro la sua voce. Noioso? Not at all. Complimenti. Inascoltabile. Salto sulla mia sedia. Il CD fila via che è un piacere (diamo a Yuguerra quello che è di Yuguerra). Parto dal mio personal best. Primo pezzo, quello “programmatico”, quello dove giustamente Brizzi e compagnia vogliono mettere le cose in chiaro: molto Offlaga Disco Pax e attenzione, ‘Cousin Jerry’ non è il brano con Max Collini! Per definire la “fascia” in cui Brizzi e Yuguerra hanno lavorato, vi dico subito il pezzo che non mi ha particolarmente gasato: ‘La Notte Di Natale’ è molto “crooner”… ma anche molto lungo. In mezzo. Due ottimi pezzi (quasi) classic rock (inteso come strofa/ritornello/strofa ritornello/assolo) come ‘Eleganza Disperata’ e ‘I Quattro Di Piazza Nietzsche’ (la chitarra di Federico Poggipollini ci sta alla perfezione, mannaggia al duro e puro che ho in me). In mezzo. Due ottimi pezzi (quelli che Tony definisce) alt-rock. ‘Dominare Paranoie’ e ancor di più ‘Supertognazzi’ (nomen omen) sfiorano quei territori tipo blues sghembo/malato, arty, ma “basso” (in senso positivo). Gran finale con ‘Gli Ultimi A Cadere’, se canta Steno non può che essere un gran pezzo… art-OI!? Penso che riprenderò in mano ‘Bastogne’. E me lo rileggerò con lo stesso spirito con cui ho ascoltato ultimamente…non so… il secondo dei Damned! L’idea di riprendere qualcosa perché per ovvi motivi di ascolti, piuttosto che di letture, che di vita vissuta, l’idea di riprendere un libro o un disco… riprenderlo perché PUO’ ESSERE che ai tempi me lo sia perso o non lo abbia capito al 100%! Mi auguro che ci sia un tour, possibilmente capillare, in modo da dirottare i miei amici/le mia amiche da una fottuta pizza gourmet ad un teatro o, ancora meglio, ad un centro sociale.
P.S.
Mi sembra molto strano che nessuno abbia fatto questa riflessione. Brizzi a fine anni’90 era esattamente quello che Zerocalcare è diciamo “oggi” (anche se questo “oggi” dura da qualche tempo). Uno come me/noi (cioè… non stiamo parlando genericamente di sinistra… per il senso comune io sono un black block!), uno che si trova catapultato a livelli pazzeschi di successo PLANETARIO. Gente che non sa chi sono gli Smiths che diventa fan. Gente che non sa dove sta il Forte Prenestino che fa la fila per un firma copie. Michele. Per sopravvivere a tutto questo, invece che parlare con l’armadillo, fatti una chiacchierata con Enrico!
(fmazza1972)

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