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Salad Days Magazine | June 15, 2024

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Human Improvement Process ‘Deafening Dissonant Millennium’

Human Improvement Process ‘Deafening Dissonant Millennium’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

HUMAN IMPROVEMENT PROCESS
‘Deafening Dissonant Millennium’-LP
(Memorial Records)
8/10


Difficile trovare parole adatte che non siano euforiche di fronte al debutto dei modenesi Human Improvement Process. Perché se ormai tutti siamo abituati a vedere il tech-metal (che termine orrendo, bisogna ammetterlo) come qualcosa che solo gli stranieri sanno fare bene, eccoci servita una replica di quelle che ti rimangono impresse a lungo, ‘Deafening Dissonant Millennium’. Un disco granitico, moderno e ben suonato, dove la parola death metal viene interpretata in chiave attuale, dando nuova linfa a un genere che a parte rare eccezioni non regala qualcosa di nuovo ai suoi estimatori da troppi anni. In molti potrebbero definire il tutto come deathcore (e se ci pensiamo stiamo fondamentalmente parlando dell’ennesima rivisitazione del genere sopra citato), ma basta l’attacco frontale della titletrack per rimanere spiazzati: piede pigiato sull’ acceleratore e un muro di riff heavy da far impallidire al seguito, questo in fondo è ciò che vuole ogni metallaro che si rispetti, roba grezza e selvaggia. Fortunatamente questi criminali hanno avuto il buon senso di rallentare di tanto in tanto, scelta azzeccatissima che evidenzia ancor più le loro doti tecniche. Pur essendo un esordio non siamo di fronte a una band di debuttanti allo sbaraglio, ogni componente ha un curriculum decisamente degno di nota e la cosa lo si nota facilmente dalla facilità con la quale hanno messo in piedi trame sonore tutt’altro che semplici da formulare. ‘Our Last Pieces Of Sanità’ e la schizzatissima ‘Ethereal’ sono esempi efficaci delle qualità espresse dal combo in ‘Deafening Dissonant Millennium’, un disco molto bello, bisogna ammetterlo. Da metallaro vecchia scuola quale sono mi è difficile digerire la dose abbondante di modernità (e melodia vocale) introdotta in ‘Architecture Of A Dying Sun’, riuscendo però ad apprezzare la scelta di smorzare i toni con un brano strumentale (‘Materioscura’) a metà disco. In definitiva gli Human Improvement Process sono una band che dà il meglio di sé quando si spinge oltre i limiti, una band destinata magari a un pubblico di nicchia ma che merita il supporto più totale visto il gran disco partorito, a iniziare dall’artwork da urlo!
(Arturo Lopez)

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