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Salad Days Magazine | April 17, 2024

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iNTeLL x DLP ‘COMPUTERS FOR THE HOOD’

iNTeLL x DLP ‘COMPUTERS FOR THE HOOD’
Salad Days

Review Overview

7
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Rating

iNTeLL x DLP
‘Computers For The Hood’-CD
(Self Released)
7/10


Allora. Di principio stroncherei “senza se e senza ma” ogni cosa che esce a nome “figlio di”. Essendo cresciuto in ambienti universitari, ed essendomene prontamente staccato per scelta, tendo a trasferire il discorso baroni e dinastie dal mio mondo ad altre situazioni, vedi appunto la musica. E, sarete d’accordo, ho spesso ragione. I figli sono “buoni”, anzi “buonissimi”, quando si sbattono per coltivare l’heritage della propria famiglia, quando si fanno in quattro per mantenere la memoria dei propri genitori. Quando invece provano a dare continuità (o discontinuità) al percorso creativo dei padri o delle madri, spesso se ne vedono delle belle. Said this, non deve essere facile, per i figli del collettivo di gran lunga più importante e rispettato nella storia dell’hip hop, fare musica ed essere presi sul serio. Tanto che la prima uscita a nome 2nd Generation Wu, ‘Hereditary’, novembre 2020, me la sono fatta scappare davanti, un po’ così, tipo treno locale per Milano Centrale che ferma a Lambrate e lo guardi, “lo prendo o non lo prendo”. Perso, nonostante non fosse affatto male. Latito da un po’, ho bisogno di una rece mainstream per tenermi lontano dalle piccole polemiche italiane, ecco quindi che l’annuncio del primo iNTeLL (figlio di U-God), prodotto da DLP, mi colpisce e mi affonda.

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Le coordinate per piacermi ci sono tutte, a partire dal titolo “conscious”. Grafica in stile. Produzione underground che mi fa godere, atmosfere molto East Coast/old style, per intenderci è un album più di campioni, che non di beats. Non ci sono i genitori, quindi un voto in più. Ma c’è un altro “figlio di”, Tahmell (scoprite di chi stiamo parlando, per la serie altro padre ingombrante), quindi un voto in meno. Ospitate da paura, in qualità e quantità. Le mie preferite sono piazzate, strategicamente, alla 2 e alla 10, quindi subito dopo l’intro e subito prima dell’outro: si inizia con Del The Funky Homosapien e si finisce R.A. The Rugged, mica cazzi. Sapete che il mio metro di giudizio va da “non comprare” a “comprare”. Che fare qui? Non me la sento di bocciare ‘Computers For The Hood’, non è giusto. Anzi, mi viene il dubbio che se non fossero “figli di” avrebbero preso pure un 8.
(fmazza1972)

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