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Salad Days Magazine | April 20, 2024

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SOUL BLIND ‘FEEL IT ALL AROUND’

SOUL BLIND ‘FEEL IT ALL AROUND’
Salad Days

Review Overview

6
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Rating

SOUL BLIND
‘Feel It All Around’-LP
(Other People)
6/10


Hudson Valley NY, Soul Blind ‘Feel It All Around’! Forse qualcuno di voi, di solito i più ingolositi di novità hardcore hyped, già li conosce, sono già considerati i nuovi salvatori della community con il loro mix di slow-core, grunge, alt emo shoegaze. ‘Feel It All Around’, prodotto dal “grammy nominated” Will Yip srotola un tappeto di undici episodi che fanno sussultare letteralmente dalla sedia con l’opener ‘Seventh Hell’ (video) e il suo incedere di riff-o-rama avvelenati di melodie malinconiche, ma che già dalla seguente ‘Bruise The Score’ si perdono in anonime divagazioni indy che non carburano per nulla. Quando è arrivato il disco in ufficio la quasi totalità dei redattori ha fatto “spallucce”, declinando gentilmente una qualsiasi possibilità di “registrarlo”; non li biasimo per nulla, al momento non sono ne i Turnstile, ne gli Higher Power, ne gli Snapcase, i Rival Schools, gli Handsome o i Quicksand, quindi l’unico volontario obbligato è stato presto individuato. Tra l’altro appena passati per l’Italia di spalla a Stick To Your Guns + Knocked Loose + LANDMVRKS (e confesso mi è dispiaciuto molto averli persi), poteva essere l’occasione definitiva per capire di che pasta sono fatti veramente dopo i sussulti mediatici dell’ep ‘Third Chain’; anyway i dischi che mi devo sorbire su Spotify perdono comunque ¼ del loro valore effettivo, quindi già partiamo con dei punti di penalizzazione. Stare attaccato al monitor ad ascoltare un glaciale streaming non può che avere delle ripercussioni negative rispetto allo stesso ascolto in un’ambientazione adatta, almeno per me che vivo di emozioni cinematiche. Ma la sufficienza piena la raggiungono senza troppa fatica con ‘System (Failing)’, grande prova di songwriting incisivo e permeante: grunge metallico e groovy che non sfigura affatto di fronte ai mostri sacri del genere. Purtroppo la materia scelta è per sua natura incline alla depressione quindi o ci sai fare veramente o rischi un clamoroso ed umiliante “cestino-svuota cestino” ancor prima di arrivare alla fine della tracklist (mi riferisco a ‘Sparkle’ o la deludente titletrack), beh non è il caso dei Soul Blind, sono giovani e ce la mettono tutta, nonostante un mondo nuovo fatto di musica digitale ad uso e consumo frugale, quindi è giusto dare loro la chance che meritano. A.S.C.O.L.T.I.A.M.O.L.I.
(Rigablood)

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