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Salad Days Magazine | February 29, 2024

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Strung Out ‘Transmission.Alpha.Delta’

Strung Out ‘Transmission.Alpha.Delta’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

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STRUNG OUT
‘Transmission.Alpha.Delta’-CD/LP/DIGITAL
(Fat Wreck)
8/10


C’era attesa, ma anche un po’ di timore, per la nuova fatica della band di Simi Valley, che arriva a sei anni di distanza dall’ultimo, a mio avviso mediocre, ‘Agents Of The Underground’. Se ve lo state chiedendo, come me lo chiedevo io prima di far partire ‘Transmission.Alpha.Delta’, no, non abbiamo tra le mani un nuovo ‘Twisted By Design’. Quel disco era irreplicabile a suo tempo, e rimane irreplicabile oggi e negli anni a venire. Posso però con certezza dire che questo nuovo è il miglior lavoro che Jason Cruz e soci hanno fatto uscire dai tempi di ‘An American Paradox’. Si, anche meglio di ‘Exile In Oblivion’. Ci sono voluti parecchi ascolti prima di arrivare a questa conclusione, perché ad un primo ascolto il disco girava bene, ma sembrava mollare un po’ il tiro verso la fine. Svariati ascolti dopo, mi sono dovuto ricredere. ‘Rats In The Walls’, ‘Rebellion Of The Snakes’, ‘The Animal And The Machine’. Il filotto iniziale è da brividi. Una band in piena forma, lontana anni luce da quella che pareva essere la brutta copia di se stessa ascoltata, l’ultima volta, sei anni fa. Nutrivo, però, un po’ di paura; con una partenza così a cannone, il rischio poi di avere pezzi mediocri dopo c’era. Tutti dubbi spazzati via da pezzi come ‘Black Maps’ (una delle mie preferite), ‘Spanish Day’, ‘Nowheresville’ (che sembra uscita direttamente da ‘Suburban’) e ‘No Apologies’. I marchi di fabbrica che hanno reso popolare la band di Simi Valley ci sono tutti: grandi riffoni di chitarra, assoli presi in prestito come sempre dal metal, drum beat da paura e cori da sing-a-long durissimo. ‘Transmission’ è quindi promosso a pienissimi voti, un disco da “welcome back”. Anche gli Strung Out, dopo l’ottimo ritorno dei Lagwagon dello scorso anno, sono qui per far capire che la vecchia scuola non è morta e ha ancora molto da dire. Tra meno di un mese sarà la volta di Good Riddance e Millencolin. Incrociamo le dita.
(Francesco Zavattari)

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