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Salad Days Magazine | June 15, 2024

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THØRN ‘INFERNO’

THØRN ‘INFERNO’
Salad Days

Review Overview

8
8
8

Rating

THØRN
‘Inferno’-K7
(Shove/Fresh Outbreak/Flames Don’t Judge Smelly Cat/Vita Detestabilis/Fiadh Productions)
8/10


Parlavo oggi con una amica francese. Parlavo di leva, servizio civile. Del quando, del come e del perché. Pensavo a quanto il mondo sia cambiato in 25 anni, suppergiù, cioè da quando io ho fatto il civile. E, cazzo, CAMBIATO IN MEGLIO. Back to 97/98, quando ho fatto il servizio civile. UNO. C’era ancora l’anno di leva obbligatorio, e chi faceva il civile passava per “intellettuale di sinistra/mantenuto” o “gay”. E NON STO SCHERZANDO. DUE. Io ed il mio compare di avventura, (scoperto al suo arrivo) chitarrista dei Cubre, ascoltavamo prevalentemente punk hardcore, venivamo dal metal e/o dai Beastie Boys/da un certo rap… la prima elettronica ci piaceva, per questo eravamo un po’ “degli strani”. Lui mi ha fatto conoscerei il death… insomma, eravamo di larghe vedute (nonostante “X” degli “Y” non lo pensi, anzi). Tutto ‘sto ben di Dio. Ma il BLACK NO. INASCOLTABILE per un hardcore kid. Nel 97/98 se ascoltavi black metal eri un fascio. O un metallaro, dei peggiori, metallaro inteso come i Fichissimi di ‘Gianni’… o tutti e due. 2023. Ora. Leva finalmente abolita. No militare. No servizio civile. No divise. No cazzate tipo bandiera/onore etc. Siamo forse messi un po’ male dal punto di vista “inclusione”? Può essere, ma meglio che 25 anni fa. 2023. Attenzione. Anzi, ATTENZIONE. Sto mettendo un “8” ad un gruppo “black”. Il lavoro pazzesco (secondo me) di Fenriz. Le uscite della Peaceville. Le nuove ondate black, non necessariamente “norvegesi”. E quindi il focus spostato più sulla spontaneità e sulla furia della proposta (discorso molto punk) piuttosto che sulla forma e sui messaggi. Aggiungiamo il “successo” che a cavallo del nuovo millennio ha avuto il punk. Quel boom commerciale che ha lasciato a bocca asciutta, in pochissimi anni, anzi in qualche mese… ha lasciato orfani “di buona musica” tutti gli appassionati di suoni estremi, tutti quelli con la scimmia della “botta”, del RUMORE. Mettiamoci dentro, in Italia, gruppi come i Secret. Eccoci qui. Credeteci. Per uno nato con il 7 davanti non è banale mettere un “8” ad un gruppo “black”. Anzi. Forse è la cosa, tra quelle appena descritte, più IMPOSSIBILE. Ai tempi avrei detto: “certo… allora gli elefanti volano”. Gran disco, disco “internazionale” e “moderno”. Si inizia, figata, con ‘Inferno’, il pezzo meno nero del lotto. Mi ricorda, per progressione, per dinamica (“rallentata”), per come è rispetto al resto… dicevo che mi ricorda ‘Dead Skin Mask’ degli Slayer. ‘Flegias’ e ‘Gallows’, al contrario, sono i due brani che ci si aspetta da un gruppo black. Chitarre zanzarose a mille, con batteria a 180bpm. Ma i pieni voti, il salto, per uno come me, arriva quando l’hardcore entra nello scenario: ‘Monolith’, ‘Heretic’, forse anche ‘Tongues’. BOMBA, A GRAPPOLO. A proposito di “certo… allora gli elefanti volano”, cazzo sto diventando come Silvestrin: il prossimo che dice che non esce buona musica lo abbatto!
(franz1972)

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