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Salad Days Magazine | November 3, 2026

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XVI RELIGION ‘UNDERGROUND’

XVI RELIGION ‘UNDERGROUND’
Salad Days

Review Overview

10
10
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Rating

XVI RELIGION
‘Underground’-LP
(Believe)
10/10

Con ‘Underground’ i membri di XVI Religion (noti storicamente anche come 16 Barre) mostrano ai propri ascoltatori una pellicola cruda della realtà e di quel che sentono e vedono, vivendo la provincia italiana. Partendo dal concept di una città immaginaria (che viene anche rappresentata nella cover del progetto) la crew di rapper veneti riempie di introspezione e barre hardcore i beat dal suono classico e dalle sfumature tanto cupe quanto oniriche del loro producer Jack Burton, i quali vengono impreziositi in alcuni episodi anche dagli scratch di Dj Ms. Questo disco appare metaforicamente come il “Guernica” dell’underground italiano, appeso impolverato in un piccolo baretto dimenticato di provincia, che fa però della guerra spirituale che avvolge questi tempi moderni il suo fulcro: a brani come ‘Qui Non Dovevamo Esistere’ dove viene messa in vetrina la superficialità della musica e della società moderna, si contrappongono infatti racconti crudi e nostalgicamente commoventi della profonda provincia italiana presenti in ‘L’Onda’ e ‘Strategie’ e brani che fotografano ossimoricamente vita e morte come ‘Eternity’. Citando quanto da loro espresso proprio in questo album, in cui si definiscono “la versione rap dei Megadeth”, gli XVI Religion, “in un’era in cui ci dividono e dove mentre ci uccidono sorridono”, mettono le costellazioni come destinazioni per scappare dalle loro depressioni e combattono su di un suono vecchio (e con tutte le sue sfumature) la musica di plastica, dato che dentro di loro brilla ancora troppa luce per non scrivere e riempire un’altra mente vuota, alimentando l’entropia. E noi non ci sentiamo di certo di dissentire!
(D. Montorio)

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