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Salad Days Magazine | April 18, 2024

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Bay Fest 2016 | Backy Bay, Bellaria, (Rn) – recap

Bay Fest 2016 | Backy Bay, Bellaria, (Rn) – recap
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Ebbene, la Riviera Romagnola non è solo un luogo esclusivo e famigerato per discoteche lidi. La Riviera Romagnola è stracolma di band, di piccoli club di punx scalmanati e ragazzi con tanta forza e caparbietà, proprio come gli stessi che anche quest’anno hanno tirato su il Bay Fest.

Se già la scorsa edizione, per chi c’è stato, aveva impressionato in quanto ad organizzazione e vastità del palco e coinvolto un grosso numero di persone beh quest’ultima è stata fantasmagorica, peccato per chi l’ha persa. Sin dalle prime ore del pomeriggio durante la prima giornata, il 14 di Agosto, attorno al BakyBay lido e all’area dedicata al fest, tutta nuova, in un grosso parcheggio limitrofo alla spiaggia, l’assembramento di gente è notevole. Al piccolo bar sulla spiaggia, da ‘Gigi’ ci si ferma a prendere un ghiacciolo e la ragazza al banco esclama subito: “Oh ma quanta gente avete portato quest’anno!”. I ragazzi di Lp Rock e dell’intera organizzazione sono sul posto da giorni ormai, i corpi trepidano d’emozione, è tutto pronto.

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Aprono i cancelli alle 16:00 precise, la prima band, gli IS Ska-core salgono sul palco puntuali alle 18:00, ma prima di cominciare la folla è già tutta attorno al tendone del Punk Goes Acoustic, capitanato da Andrea Rock di Virgin Radio che incessantemente ha suonato cover del punk rock mondiale ad ogni cambio palco per tutta la due giorni. Accanto a loro, ci sono quelli del Filler: artisti, nient’altro da dire. Maglie del fest serigrafate all’istante, grafiche da capogiro e un paio di giochi divertenti tipo indovinare brani e dischi dei Nofx con dei bigliettini. Sul palco procedono le performance. Is, poi Coffee Shower punk rock con stile, ormai da tanti anni, proseguono i Talco paladini dello ska­core da corteo, diciamo quello un po’ più politicizzato, e si arriva al momento dei super nomi: A Wilhelm Scream, a dir poco perfetti, una carica impressionate, il batterista è migliorato molto, Nuno il front man è irrefrenabile, forse il miglior show dopo quello dei Nofx per la prima giornata.

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Strung Out subito dopo: sotto tono, il cantante stona parecchio e a volte i chitarristi vanno fuori tempo, molti reduci dal Punkrock Holiday dicono che li sono stati fantastici ma al Bay Fest non hanno dato proprio il massimo. E’ già tardi, ma nessuno è stanco, arrivano i Nofx: è un classico, Fat Mike entra e prende in giro tutti, molti tra il pubblico gridano già “suona!”, loro cominciano, ‘Linoleum’ è solo al terzo posto di una scaletta incredibile. Uno dei migliori show degli ultimi anni ha detto il grasso Mike, infatti hanno suonato venti minuti in più. Show concluso con gran fisarmoniche di Melvin. Quando tutto sembra finito, inizia sul secondo palco, quello dove suonarono i Millencolin l’anno scorso, in spiaggia, l’after party: gran bolgia e altro giro di alcolici, si canta e si salta fino all’alba.

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Il secondo giorno di fest inizia con l’apertura dei cancelli alle ore 16:00, sempre come da programma. L’arrivo del pubblico si muove a rilento stavolta, il numero è minore, sul web alcuni, i soliti burloni, si lamentano per scelte di scaletta, per problematiche legate ai sistemi di sicurezza (tipo il non poter uscire una volta entrati se non con un pass) e per i suoni forse sporchi. Inutile dire che non ha un senso tutto ciò, vista la mole di lavoro che ogni regaz dell’organizzazione ha addosso, senza nessun pensiero al portafogli ma piuttosto per una grande passione, e sono inclusi i driver che hanno sudato davvero per far quadrare tutti gli spostamenti richiesti.

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Iniziano i locali Honey, una magia, divertimento allo stato puro senza dar conto allo scarso numero di persone davanti al palco. Subito dopo salgono sul palco i romani Lags, ovviamente la nota più divertente per tutti è vedere il simpaticissimo Andrew Howe che non è solo quello dello spot del Kinder Bueno eh, è uno forte in atletica, tipo, e una bomba a suonare la batteria. Arriva poi il momento dei nuovi idoli delle folle punk hardcore nostrane, gli Slander! Muro sonoro, gran bolgia, velocità massima per i veneziani, forse però la grandezza del palco non giova alla loro performance.

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Super nomi anche per la seconda giornata. Derozer, sono i primi a salire sul palco, ora: cosa vuoi dire ai Derozer? C’era chi dal lato gridava scherzando “fate i Derozer!”, certo perchè sono perfetti da vent’anni tipo, poi chiudono con ‘Branca Day’ e scatta il caos.

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Satanic Surfers: Rodrigo ha la solita maglia con le maniche strappate degli Antiseen. Dice che in Italia gli porta fortuna, infatti va alla grande anche questa volta. Molti attendevano questo momento, soprattutto chi se li era persi durante l’anno ad eventi come il Groezrock, pazzeschi, velocissimi.

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Ultimi, non da poco, in chiusura tra stanchezza e birre volanti gli Screeching Weasel: musicalmente viaggiano, ringraziano ed invitano sul palco anche Andrea Manges vecchio amico, Ben il frontman però forse si dilunga in qualche critica di troppo, discorsone sulla Monster Energy evitabile (e tra l’altra già sentito al Groez/ndr).

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L’after party è responsabilità dei ragazzi del ‘Dirty Monday’ di Milano sul secondo palco, nel mentre però ci si comincia a salutare ed organizzare per la chiusura di quello che resterà tra gli eventi più belli e ben ricordati dell’anno. Poi ti capita anche che salta un transfer alle 23:00 all’imrpovviso e la mattina dopo porti in van fino all’aeroporto di Bologna il chitarrista dei Weasel, brutto? A me è capitato. Questo è il Bay Fest 2016, non c’è spazio per le lamentele, ma per i tanti applausi e i complimenti per chi si è fatto in quattro.

(Txt by Turi Messineo – Pics by Arianna Carotta)

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