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Salad Days Magazine | January 13, 2026

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Highlights

Decius + Cuperose @ Zō Centro Culture Contemporanee, Catania – recap

December 18, 2025 |

Era molto attesa la prova live del collettivo inglese Decius tanto che la sala concerto di Zō Centro Culture Contemporanee “pulsava” dalle premesse che nei giorni antecedenti si captavano nell’aria: “diretto, sudato, viscerale”.

Questo ci si aspettava e questo è stato. Al secondo step la rassegna musicale Pulsar invita sul palco ad aprire la serata Cuperose ovvero Andrea Privitera artista catanese sempre in piena evoluzione che modella manipolando in tempo reale suoni e ritmi; il suo è un set dallo stile malinconico e introspettivo ma rispetto al passato dai ritmi più travolgenti e organici, si infittisce con delle texture che si fanno a volte molto crude e serrate e la forma eterea e sognante di Cuperose viene come interrotta, rimodulata infrangendo il sogno ritrovandosi così ad affrontare la realtà.

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Il supergruppo underground Decius vanta delle figure chiavi della scena musicale londinese: Lias Saoudi – frontman dei celebri Fat White Family; Quinn Whalley – membro di Paranoid London e Warmduscher; Liam May e Luke May – i fratelli fondatori della Trashmouth Records. Bang! La combinazione letale di Acid House, Techno e Punk Attidude che i Decius hanno rigettato sul palco ma soprattutto in mezzo al pubblico è stata maestosa, è stato come immergersi in coppa di assenzio.

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Vertiginoso l’andazzo del concerto ha visto Lias Saoudi instaurare con il pubblico un esistere non esistere, febbricitante, provocatorio, con una perenne tensione erotica ha ingabbiato il pubblico presente in un cerchio rituale una vera e propria energia primordiale che ha ipnotizzato magicamente l’ambiente circostante. L’urgenza della musica da club si è trasformata lentamente grazie alla musica dei Decius in una vera e propria onda acida e immersiva enfatizzando così la venue catanese in una vera, intensa e sudata sala da ballo underground.

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(Txt & Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

CAMILLA SPARKSSS @ RETRONOUVEAU, MESSINA – RECAP

December 8, 2025 |

Il tour ICU RUN di Camilla Sparksss, alias Barbara Lehnhoff, (parte in causa anche del project Peter Kernel) si sta svolgendo ora (l’album è uscito a settembre 2025 e il tour italiano è previsto fino a dicembre 2025).

La sua live performance è un atto finale di ribellione, visivamente coinvolgente, che va oltre il semplice set musicale. Tutto sul palco è magnetico: i due giradischi, il mixer, il microfono, il sintetizzatore e i pedali ad effetto. Ovviamente il catalizzatore è Lei, le sue movenze, la sua voce tagliente, la tragicomicità liberatoria (come atto di superamento), la sua musica (techno, dark wave, noise, fino ai confini del dancefloor) e i suoi testi che perfettamente si miscelano, si fondono in groove micidiali sbalorditivamente estremi e poi fragili, violenti e poi intimi: tutto pronto per perdere il controllo per poi invece bilanciare il tutto con un’armonia chiara e pulsante di vita. (Elettro) PUNK fino al midollo.

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(Txt & Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

Crossed / Ekbom / Sehnsucht @ Palestra Lupo, Catania – recap

December 4, 2025 |

La Palestra Lupo, spazio occupato che negli anni è diventato punto di riferimento per la musica underground in Sicilia, il 15 novembre ha ospitato una serata che ha unito tre scene diverse in un unico flusso: Catania, Trento e Madrid, tutte con qualcosa da dire e zero intenzione di farlo a metà.

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Sehnsucht – ‘Il Tempio Di Un Ego Assassino’ prende forma.
A rompere il silenzio sono i Sehnsucht, padroni di casa e freschi di pubblicazione del loro album ‘Il Tempio Di Un Ego Assassino’. Live, i brani prendono una consistenza diversa: più soffocante nei passaggi lenti, più esplosiva quando la tensione cresce. Tra i brani, uno si impone più degli altri: ‘Martire Del Vuoto’. Dal vivo è un rituale. Lento quanto basta per strangolarti, feroce abbastanza da cancellare ogni equilibrio. Il nuovo materiale deel disco, live diventa più ruvido, più ostile, più reale. Il pubblico lo capisce e risponde senza esitazioni: nessuno osserva, tutti subiscono.

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Ekbom – La matematica dell’abisso.
Proseguono gli Ekbom che entrano cambiando il clima: dall’oscurità al taglio netto del grind. Il loro mathgrind è una geometria impazzita, un disegno che crolla e si ricompone alla velocità di un impulso nervoso. In ‘Baratro D’Ovatta’ c’è tutto: la discesa, l’urto, la morbidezza che inganna, un eco che rimbalza sulle pareti come un pensiero ricorrente che non sai se temere o seguire. La sala diventa un organismo che pulsa a scatti, come se ognuno stesse cercando di tenersi in piedi durante un terremoto interiore. Gli Ekbom suonano come una macchina impazzita che però sa esattamente dove andare, e la sala li segue senza esitazioni.

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Crossed – ‘Realismo Ausente’ come finale d’impatto.
A chiudere la serata, i Crossed da Madrid, arrivati a Catania per presentare dal vivo ‘Realismo Ausente’. Se il disco è una dichiarazione di identità – cruda, moderna, tagliente – il live ne è la traduzione muscolare. La band spinge forte fin dal primo pezzo, alternando sezioni post hardcore pesante a fasi più atmosferiche ed emotive. Il brano ‘Sentirse Solo’ è il momento più fisico e partecipato: riff taglienti, batteria serrata, linea vocale incisiva. È una chiusura che non lascia spazio alla distrazione: un set compatto, sudato, che rende piena giustizia all’album. La Palestra Lupo si conferma uno spazio che non è soltanto un luogo fisico, ma un ecosistema dove le scene si incontrano e si riconoscono. Tre band diverse, tre modi di intendere il DIY, un’unica serata vissuta, necessaria. Quello del 15 novembre non è stato solo un concerto: è stato un piccolo frammento di ciò che tiene vive le sottoculture quando tutto il resto fuori sembra spegnersi. Non c’è morale, non c’è romanticheria. Solo una serata che ha dimostrato, ancora una volta, che certe cose non si organizzano: accadono. E quando accadono così, fanno male nel modo giusto. A seguire, l’intervista a Miguel, voce e chitarra dei Crossed, per raccontare il disco ‘Realismo Ausente’ e l’esperienza della band.

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SD: Ciao ragazzi e benvenuti per la prima volta a Catania. I Crossed sono spesso associati alla dimensione underground, simile a quella in cui vi esibirete stasera. Come definireste questo ambiente e cosa significa per voi far parte della scena underground locale e internazionale?
C: Per noi l’underground è tutto: ci siamo cresciuti, sia come band che come individui. Ne abbiamo assorbito la filosofia e siamo stati influenzati dai concerti a cui abbiamo partecipato, organizzati da persone come voi e come noi. È un vero piacere poter portare la nostra musica fuori dal nostro Paese e condividerla con realtà affini che si impegnano tanto quanto noi, se non di più, affinché ci siano proposte culturali che funzionino e che, soprattutto, la gente sostenga e si senta parte di qualcosa di così bello.

SD: Negli ultimi anni avete costruito un legame molto forte con il pubblico italiano. C’è un ricordo, un concerto o un episodio dei vostri tour qui che vi portate ancora addosso?
C: La verità è che abbiamo un legame speciale con l’Italia. Uno dei concerti che ricordiamo con più affetto è quello a Milano del 2023, durante il tour europeo con i nostri amici Viboras. Anche l’ultimo live a Catania è stato fantastico: ci avete accolti da dio e il pubblico è stato incredibile. Ci ha particolarmente colpito e motivato vedere così tanti giovani sotto al palco — è una cosa che dà sempre molta speranza.

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SD: Il 2025 è stato l’anno di ‘Realismo Ausente’, un disco profondamente emotivo e più cupo rispetto al precedente ‘Morir’, valorizzato sicuramente dalla produzione americana di Jack Shirley (Deafheaven, Oathbreaker, Whirr). Come si è evoluto il vostro sound negli anni? E quali elementi hanno avuto un ruolo decisivo nello sviluppo dell’atmosfera del full lenght?
C: Per quest’ultimo disco avevamo le idee più chiare su come avremmo voluto che suonasse. Abbiamo sperimentato poco in studio, tranne che con la nostra strumentazione, e credo che questo si percepisca. È un qualcosa di più diretto e conciso, che non lascia tanto spazio all’improvvisazione. Credo anche che, in qualche modo, il suono sia diventato più duro, abbiamo meno paura di provare cose diverse e di giocare con generi differenti. Penso che la chiave di tutto sia il fatto che ci sentiamo più liberi e più sicuri di ciò che vogliamo fare. All’inizio forse era più un “proviamo questo per vedere se funziona o se ci sta bene”, ora invece quella fase è superata e sappiamo com’è il “suono Crossed”, anche se ovviamente non smetteremo mai di sperimentare.

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SD: Avete mai pensato alla possibilità di introdurre e utilizzare nuovi strumenti musicali nei vostri brani? Se sì, quali vorreste provare?
C: Adoriamo i gruppi di genere post-punk, industrial, elettronica… e l’uso di sintetizzatori e tastiere ci ha sempre affascinato. Fin dall’EP ‘Vida Quieta’ stiamo sperimentando con questo tipo di strumenti. In ‘Realismo Ausente’, volevamo chiaramente che il brano ‘Carne Atravesada’ fosse in questo stile, e sicuramente continueremo ad aggiungere elementi di questo genere. Forse in futuro inseriremo strumenti più analogici, chi lo sa. Credo che uscire dalla propria zona di comfort dia sempre una certa freschezza a un’opera artistica, in qualunque stile essa sia.

SD: Rinunciare a suonare sul grande palco del Resurrection Fest 2025, un’occasione unica per suonare dal vivo il nuovo disco, è stata una scelta significativa. Cosa vi ha spinto a prenderla e qual è l’importanza, per voi, di restare fedeli ai vostri valori come band?
C: Non è stata una decisione facile. Le nostre vite sono piene di contraddizioni come quelle di chiunque altro e non è nostra intenzione sentirci migliori o superiori a nessuno. Sicuramente tale decisione ha rappresentato un punto di svolta per la band in termini di considerazioni e riflessioni necessarie prima di esibirci in qualsiasi luogo, al fine di garantire che, per quanto possibile, esso sia in linea con i nostri valori e ci rappresenti. In quel momento abbiamo ritenuto che partecipare al festival non fosse né corretto né appropriato, dato il contesto e le informazioni di cui eravamo a conoscenza.

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SD: Siamo quasi alla fine dell’anno: che bilancio fate dell’accoglienza ricevuta da ‘Realismo Ausente’? C’è qualcosa che vi ha sorpreso nella risposta del pubblico o della scena?
C: Secondo noi il disco ha funzionato davvero bene. Appena è uscito siamo partiti in tour e ha fatto il tutto esaurito sia durante il tour che alla presentazione dell’album. La gente ci ha regalato delle belle parole e dei buoni feedback, sinceramente, non potremmo essere più soddisfatti del risultato.

SD: Quali sono i vostri progetti per il prossimo anno, tra nuovi brani, tour o collaborazioni?
C: Stiamo attraversando un momento di cambiamento per la band, dato che è appena entrato Eder alla batteria. Con lui vogliamo registrare il prima possibile e comporre senza sosta, senza fermare la macchina. Abbiamo un paio di concerti in programma e pensiamo di fare un tour quest’anno, ma per ora sono solo progetti su cui stiamo lavorando e speriamo che tutto vada per il meglio. Grazie mille per l’intervista, per il sostegno, per l’aiuto e l’affetto che abbiamo ricevuto a Catania, è stato incredibile.

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(Txt Federica Sapuppo & Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

‘In My Eyes’ by Jim Saah book release @ LitoStudio, Milano – photorecap

November 16, 2025 |

‘In My Eyes’ by Jim Saah book release @ LitoStudio, Milano – photorecap

Exhibiton and photobook launch. Photo gallery by ash settantuno. Next stop Tattoo River (@tattooriver) Vicenza on tuesday 18th november, see you there.

‘In My Eyes’ di Jim Saah arriva in Europa con una nuova edizione bilingue mostra e presentazione a Litostudio, Milano | 13 novembre 2025 – 18 gennaio 2026.

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Jim Saah – ‘In My Eyes’ English / Japanese version 20.5×290.5 cm
Pagine 280
150 gsm per pagine interne Copertina 400 gsm + matte plastic Brossura filo refe
Prezzo di copertina: 40€
Tiratura limitata: 300 copie

Ci sono immagini che non solo raccontano un’epoca, ma la rendono ancora viva. Quelle di Jim Saah, fotografo di Washington DC, appartengono a questa categoria. Con la sua macchina fotografica, ha seguito da vicino una comunità di ragazzi che negli anni’80 e’90 ha inventato un modo diverso di fare musica, vivere e resistere: l’hardcore punk. Protagonisti principali di questi scatti sono certamente i Fugazi, ma non solo. Anche grandi nomi come: Iggy Pop, Sonic Youth, Ramones, Talking Heads, Lou Reed sono stati immortalati in questo libro dal fotografo americano di origine palestinese. Il suo libro è diventato, negli anni, una testimonianza unica di quell’universo fatto di energia, amicizia e tensione creativa. Dopo l’edizione americana curata da Cabin1, il volume approda ora per la prima volta in Europa in una forma speciale: un libro bilingue (inglese/giapponese), compatto e ricchissimo di fotografie, pubblicato da King Koala Press. A rendere l’opera ancora più preziosa è la postfazione di Ian MacKaye, figura cardine della scena di Washington (Minor Threat, Fugazi, Dischord Records), che offre un ricordo diretto e intimo di quegli anni. L’uscita del volume è stata accompagnata da una mostra fotografica a Milano, ospitata da Litostudio (dal 13 novembre 2025 al 18 gennaio 2026), dove il pubblico può immergersi nello sguardo di Saah e rivivere i concerti, i volti e le atmosfere che hanno segnato la storia della musica indipendente. Con questo progetto, King Koala Press conferma la sua missione: portare in Europa libri che nascono da culture indipendenti e sotterranee, restituendole in edizioni curate, accessibili e pensate per durare. ‘In My Eyes’ non è solo un libro di fotografie: è un invito a guardare il passato per comprendere quanto sia ancora urgente immaginare comunità alternative, basate sulla creatività, sull’autenticità e sulla forza delle relazioni.

Flasyd (NY) interview @ Catania Tattoo Convention

November 12, 2025 |

Abbiamo incontrato i Flasyd nell’ambito della settima edizione della Catania Tattoo Convention, la band newyorchese l’abbiamo trovata un po’ rimaneggiata, un po’ sgangherata e un po’ improvvisata ma disponibili e molto interessanti ma soprattutto punk!

Il loro brano ‘Brain Pain’ è stato inserito nel film indie neo-noir ’27′ di Abigail Kollek, girato nell’East Village di New York nonché in previsione un documentario girato da Olivia Von Hesseche, che segue la band attraverso le loro vite e la loro musica nella scena americana. 2 minutes to midnight, actually 2 minutes con la cantante delle Flasyd gruppo newyorkese rimaneggiato e più che raffazzonato: batterista diciottenne di Taranto, bassplayer che non s’è capito se era un roadie e chitarrista unica altra femmina, oltre “the voice” qui con noi. Sai com’è, con un tour già organizzato che fai, resti a casa come quelli di “sit home and rot”, anche loro della grande mela (ndr-Murphy’s Law)?

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SD: Come si è formata la band?
F: Ma veramente io non faccio parte dei membri originali anche se attualmente sono l’unico membro rimasto. Mi hanno chiamata che il gruppo già era formato. Io scrivo poesie e mi hanno chiesto di dare manforte a un messaggio artistico, per dire qualcosa e non “qualsiasi” cosa.

SD: Siete in tour in Europa?
F: Sì, qui saremo a Roma, poi anche Spagna, Olanda, Germania, Belgio, UK.

SD: Suonate solo in piccole venues?
F: Sì, a parte oggi sì, ci siamo infilate nei giorni off.

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SD: Siete una band femminile che vi scioglierete o possono suonare anche i maschi (domanda totalmente inutile vista la formazione così rimaneggiata, ma noi non lo si sapeva)?
F: No, come puoi vederci siamo qui in tutte le versioni (inutile, appunto…)

SD: Cosa ne pensate della scena punk oggi?
F: Beh, assolutamente politicizzati, il mondo va a scatafascio soprattutto ora, c’è un sacco di gente arrabbiata, sai il punk è in giro da molti anni ormai e la pop music non è certo quella che ti dice di andare a quel paese (lett. “to shut the fuck up”) e l’unica realtà dove puoi e devi dire qualcosa è la scena punk, al di là del sound, dico, è per quello che è nata, non è solo “quel” tipo di musica, ma una possibilità che hai per dire ciò che devi dire o ti senti di dire, ma non con canzonette, e non siamo nemmeno money people, non io, non ci interessa, dobbiamo dire qualcosa e dobbiamo farlo soprattutto in questi tempi, tramite il punk e non perché sia l’unico mezzo, ma perché è il mezzo che lo fa.

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SD: Ehm… quanti anni avete?
F: Età media sopra i trenta, anche se di poco, a parte lui, il batterista, potrei essere sua madre…

SD: Dove state a New York?
F: Beh, io in realtà sto nel Jersey e sono italiana di terza generazione.

SD: Ok, volete concludere con qualcosa di vostro?
F: Beh… cercate di essere più gentili, tornate e state di più sulle basi di ciò che è l’essere umano, non è facile, ma si può sempre provare, no?

SD: Grazie per il vostro/tuo tempo, ora cerchiamo di divertirci col vostro show…
F: Sì, grazie a voi, speriamo di non fare un figuraccia!

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(Txt Giulio; Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

I NO PRESSURE IN CONCERTO A MILANO – VINCI I BIGLIETTI

October 30, 2025 |

08 NOVEMBRE 2025 – LEGEND CLUB, MILANO.

Una delle band più travolgenti della nuova scena punk americana sta arrivando a Milano per un’unica data imperdibile, venerdì 8 novembre 2025 al Legend Club. Nati nel 2020 come progetto parallelo di Parker Cannon, storico frontman dei The Story So Far, i No Pressure rappresentano oggi una delle realtà più apprezzate del panorama DIY punk statunitense. Completano la line-up Pat Kennedy (Light Years) alla chitarra e Harry Corrigan (Regulate) alla batteria. Il gruppo prende vita durante la pausa forzata della pandemia, con l’obiettivo di riportare il pop punk alle sue radici più dirette e spontanee. Il loro sound è un mix energico di riff veloci, linee vocali aggressive e un’attitudine senza fronzoli: un tributo alla scuola anni’90, ma con uno stile fresco e contemporaneo. Dopo l’EP d’esordio autoprodotto e l’album omonimo (2022), la band ha conquistato la scena underground con brani rapidi e intensi come ‘Too Far’ e ‘Lock It Up’. I loro live sono pura adrenalina: set esplosivi che uniscono passione e attitudine old school. Quella dell’8 novembre sarà un’occasione unica per vivere da vicino l’energia dele combo e della nuova ondata pop punk americana.

A tal proposito Salad Days Mag in collaborazione con Hub Music Factory mette in palio 4 biglietti che avrete la possibilità di vincere semplicemente condividendo sui vostri profili social le IG stories che saranno pubblicate su https://www.instagram.com/saladdaysmagazine/ taggando: @saladdaysmagazine e un vostro amico qualsiasi.

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Ph. Rigablood x Salad Days Mag – All Rights Reserved

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‘PAVED’: il nuovo film di Burton e Red Bull Media House, in anteprima nazionale a Milano

October 25, 2025 |

In streaming gratuito su Red Bull TV dal 7 novembre.

Milano — Burton Snowboards, in collaborazione con Red Bull Media House, hanno presentato ‘PAVED’, un film integrale e senza filtri di snowboard, frutto di due anni di riprese, che segue i rider del Team Burton mentre spingono la progressione del backcountry snowboarding ai massimi livelli.

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In anteprima nazionale, il film cattura la complicità, lo stile e l’energia autentica di alcuni dei rider più influenti dell’attuale generazione. I fan di tutto il mondo potranno guardare il film completo gratuitamente dal 7 novembre su Red Bull TV. E’ il film più ambizioso del brand degli ultimi anni — un’istantanea del contributo di questa generazione all’eredità del backcountry freestyle snowboarding.

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Ben Ferguson

Si apre con un omaggio alle radici del marchio, per poi catapultarsi direttamente in Alaska, dove i veterani Mark McMorris e Danny Davis cavalcano insieme alle icone versatili come Mikkel Bang, Ben Ferguson e Brock Crouch. Da lì il viaggio si estende tra le nevi profonde del Giappone, i paesaggi selvaggi della British Columbia, Tahoe e oltre.

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Mikkel Bang

Guidato da una voce narrante dal tono ironico, il cortometraggio oscilla tra sessioni intense e momenti improvvisati, dove le montagne plasmano l’atmosfera e le voci dei rider rivelano ciò che hanno davvero in mente. Ogni destinazione aggiunge un nuovo strato alla narrazione, rivelando personalità e dinamiche che animano la crew.

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Anna Gasser

Nel suo cuore, la pellicola è in parte una lezione di storia, in parte un ritrovo tra amici, in parte un’odissea backcountry. Crudo e pungente, cinematografico ma spensierato, è ricco di progressione e trick spettacolari—ma ciò che resta è la cultura e lo spirito collettivo: questa crew, questi momenti, e la prova che lo stile non vale nulla senza l’anima.

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Brock Crouch

Una co-produzione Burton e Red Bull Media House diretta da Ian Durkin e prodotta da Pirate Movie Productions, fonde media differenti, fotografia e illustrazione in un ritratto senza filtri dello snowboarding nella sua forma più pura—storie di resilienza, debutti inediti e progressione su alcuni dei terreni più spettacolari della Terra, oltre a filmati esclusivi della prossima collezione invernale di Burton.

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IL CAST
La crew del film è stellare: il tre volte vincitore di una medaglia olimpica Mark McMorris, il genio creativo Zeb Powell, la potenza del backcountry Ben Ferguson, la campionessa olimpica e pioniera del backcountry Zoi Sadowski-Synnott, la due volte medaglia d’oro olimpica Anna Gasser, i riders della nuova generazione del backcountry Brock Crouch, Ylfa Rúnarsdóttir, e Takeru Otsuka, e le icone del backcountry Danny Davis e Mikkel Bang con speciali cameo dei riders Maria Thomsen, Mikey Ciccarelli, Mikey Rencz, e Raibu Katayama.

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In occasione di questo fantastico film, presso il Burton Milano, è stata organizzata la festa di inizio inverno: un momento di brindisi, foto e condivisione di momenti divertenti per il kickoff della stagione più importante di sempre, quella delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Milano, infatti, si conferma un punto di riferimento importante per tutta la cultura e l’energia degli sport invernali.

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‘PAVED’ sarà disponibile in streaming gratuito in tutto il mondo su Red Bull TV a partire dal 7 novembre 2025. Il trailer sarà visibile dal 3 novembre su www.burton.com/paved, insieme a contenuti esclusivi dietro le quinte. Sarà possibile seguire l’esperienza anche sui canali.

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Inoltre, Burton ed Eleven Experience offrono la possibilità di vincere uno dei due indimenticabili snowboard trip: un soggiorno di due notti presso l’Eleven’s Revelstoke Lodge in British Columbia e presso lo Chalet Hibou in Francia. Dal 29 settembre al 17 dicembre sarà possibile partecipare al concorso su www.burton.com/paved.

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Ph. Rigablood x Salad Days Mag – All Rights Reserved

Malota, l’anteprima del video ufficiale di ‘Nermin’

October 2, 2025 |

Gli sludger veneziani Malota presentano il singolo ‘Nermin’, secondo estratto dal loro prossimo album ‘Scapegoat’, fuori tra una settimana via Go Down Records.

In anteprima esclusiva su Salad Days la canzone con il video musicale ufficiale, diretto da Massimo Battistella. Il brano parla di un evento doloroso della storia recente del nostro continente, tristemente ricorrente anche nell’attualità. Ce lo spiega bene la band: “La canzone richiama alla memoria i fatti di Srebrenica del 1995, quando nei suoi dintorni venne perpetrato uno dei più gravi genocidi del dopoguerra per mano delle forze serbe, nell’indifferenza della NATO e dell’ONU. Con le ultime speranze rimaste, Ramo Osmanović grida il nome di suo figlio – Nermin – implorandolo di uscire dai boschi e consegnarsi ai serbi, convinto che gli avrebbero risparmiato la vita e offerto del cibo. Entrambi verranno invece uccisi da quegli stessi uomini e dal tradimento di chi avrebbe dovuto proteggerli: la comunità internazionale. Non c’è un messaggio di speranza, non c’è redenzione. Il mondo non ha imparato nulla dalla sua storia recente. Lo vediamo ancora oggi nel genocidio palestinese, perpetrato dal regime nazi-israeliano.” – Malota

L’imminente album in studio di Malota esplora la complessità delle relazioni umane, l’ansia che accompagna il nostro sguardo verso il futuro, riflette sulla violenza dei conflitti, passati e presenti, e incanala un profondo senso di inquietudine e disillusione verso la società contemporanea. La svolta sonora è radicale: le ritmiche rallentano, le melodie si fanno più sinistre, le voci trovano la loro dimensione nel grido e nella disperazione.

‘Scapegoat’ è disponibile in vinile e digitale qui

Prossime date in Italia

11/10/25 Go Down Fest @ Bloom – Mezzago (MB)
18/10/25 Garage Guinguette Baladin – S.Donà di Piave (VE) *Release Party*
01/11/25 Go Down Fest @ Surfer Joe – Livorno
23/11/25 Go Down Fest @ Damage Inc. – S.Giovanni Lupatoto (VR)

Ph. Rigablood x Salad Days Mag – All Rights Reserved

TRAPE ANNUNCIA IL SUO PRIMO ALBUM ‘NON DISTA L’ALBA’

September 27, 2025 |

RAPPER CLASSE ’95 DALLA PROVINCIA DI TREVISO IN USCITA VENERDÌ 26 SETTEMBRE PER PAYBACK.

Esce venerdì 26 settembre il primo album di Trape, interamente prodotto da Silentbeatz e disponibile su tutte le piattaforme digitali per Payback.

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Il disco si muove tra Treviso, città natale e punto di partenza dell’artista, e Porto Santa Margherita, luogo simbolico di evasione e rifugio, dove il mare diventa scenario di introspezione e libertà. Attraverso immagini e sensazioni, Trape racconta la propria quotidianità fatta di musica, relazioni, corse contro il tempo e momenti di respiro, con uno sguardo sempre legato ai piaceri semplici della vita.

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Il progetto si struttura come un viaggio sonoro: dalla fuga verso il mare, con atmosfere calde e luminose, fino al ritorno in provincia, accompagnato da tonalità più fredde e malinconiche. Silentbeatz, già al fianco di Trape nei progetti precedenti, firma un tappeto sonoro denso di richiami jazz, soul e sample dal gusto classico, capace di trasformare ogni brano in un quadro evocativo.

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“Il disco parla per immagini del mio vissuto, in particolare di ciò di cui mi circondo e di come mi piace vivere i piaceri, seppur semplici, della vita: l’amore per la musica e l’impegno dedicato, la compagnia di una donna, la fuga verso il mare, del buon vino, l’alba di un nuovo giorno e la fatica a restare al passo con il tempo che scorre” — racconta Trape.

Trape, all’anagrafe Mattia Salamone, è un rapper classe ‘95 nato e cresciuto in provincia di Treviso. Inizia il suo percorso artistico nel 2023, rilasciando i suoi primi singoli da indipendente ed iniziando in parallelo a farsi spazio tra le jam locali. Il 2024 rappresenta il primo anno di gavetta, iniziando a calcare palchi più grandi grazie alle prime opening ad artisti maggiori e ad esibirsi anche nelle altre principali province del Veneto e fuori regione. Nell’ottobre 2024 rilascia il suo EP di esordio ‘Lacrime D’Ambra’ prodotto interamente dal torinese Silent, con il quale sancisce un sodalizio che inizia a definire la sua cifra stilistica, riconoscibile per l’ampio uso di wordplay e immagini evocative su produzioni sample based con richiami al jazz e al soul, spostando la narrazione sulla vita tra la provincia di Treviso e la Costiera Adriatica. Nel mese di novembre, partecipa inoltre all’ultimo Tape dell’anno rilasciato da Esa. Il 2024 si conclude infine con la vittoria del contest indetto da Payback “Show & Prove”, tenutosi a Treviso. L’inizio del 2025 lo vede presente nelle prime collaborazioni con l’etichetta stessa, in particolare con la presenza nell’album ‘Fare Rap Non E’ Obbligatorio 2′ di Egreen. Nel giugno dello stesso anno Trape rilascia per l’etichetta Undersound Productions il suo secondo progetto prodotto da Silent: ‘Mille Miglia’, un joint EP con il collega d’oltreoceano Bandini, rapper originario del Kansas. Alla fine di settembre esce invece ‘Non Dista l’Alba’, il primo album del rapper trevigiano, anche stavolta interamente prodotto da Silent e distribuito da Payback: un progetto che va a consolidare e ad evolvere ulteriormente la narrativa e la cifra stilistica del rapper di Treviso.

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Ph. Rigablood x Salad Days Mag – All Rights Reserved

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Infinite Skies @ Retronouveau, Messina – recap

August 25, 2025 |

Direttamente da Sydney per mini tour in Sicilia gli Infinite Skies, duo synth-pop dalle temtiche queer, atterranno per una data nella cult venue messinese Retronouveau.

Freschi d’uscita con l’Ep dal titolo ononimo, sul palco minimal-estivo e con l’escursione termica perfetta hanno sciorinato circa un’ora di scintillante pop-wave col marchio impresso degli anni’80, sicuramente luccicante ma dai riscolti talvolta oscuri come quella decade (l’apparenza sbattuta in faccia contro il disagio taciuto). Sintesi perfetta aggiornata ai nostri giorni. Gli Inifinite Skies sono: Salvatore Scibilia (ex The Airwalkers e Rebel Ratz) e Annais “Nay Skies” Gallo.

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(Txt & Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag- All Rights Reserved)

Melvins + Redd Kross @ Circolo Magnolia, Milano – photorecap

August 1, 2025 |

Melvins + Redd Kross @ Circolo Magnolia, Milano – photorecap

Pictures by Christian Mocchetto x Salad Days Mag – All Rights Reserved.

MELVINS

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REDD KROSS

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Conway The Machine interview

July 28, 2025 |

L’estate scorsa allo Skate And Surf Film Festival Conway The Machine si è preso Milano, dimostrando anche alla fanbase italiana di essere diventato uno dei re dell’underground americano.

Il rapper di Buffalo tramite le sue barre ci ha raccontato la realtà che ha vissuto e che continua a vivere attraverso il filtro dei suoi occhiali, regalando alla capitale meneghina una di quelle “Milano Nights” da lui descritte nel suo ultimo disco pubblicato. Il CEO di Drumwork Music e membro di Griselda Records ha infatti fatto tappa all’Ex Macello di Viale Molise con il suo Slant Face Killah Tour e noi di Salad Days Magazine eravamo lì, pronti a intervistarlo a immortalare questo momento.

SD: 5 anni fa è uscito ‘WWCD’, per la felicità dei fan che hanno visto per la prima volta te, tuo fratello Westside Gunn e tuo cugino Benny The Butcher collaborare in un intero album: credi che in futuro ci possa essere occasione per vedere nuovamente un progetto con voi tre riuniti?
CTM: Lo spero, lo spero davvero. Vedremo.

SD: ‘In Land O Lakes’ (‘Everybody Is F.O.O.D.’) dici “Ain’t it crazy, the kid with the twisted face the new face of Shady”: che ha rappresentato per te e tuo fratello Westside essere firmati da Eminem dopo l’uscita di Hall & Nash nel 2017? Quanto è stato importante questo deal per la vostra carriera? Voglio dire, si tratta di Eminem!
CTM: Poter fare affari ed essere partner di Eminem e Paul Rosenberg è stato sicuramente un grande affare per me, è stato storico importante e non li ringrazierò mai abbastanza per aver puntato su di una coppia di ragazzi come me e West. Specialmente da un posto dove queste cose non succedono. Lo apprezzo molto, è stato importante per me, sono così fortunato e grato che abbiano rischiato su di me.

SD: Eminem non è stato l’unico a riconoscere il tuo valore, dato che negli anni hai collaborato con leggende del genere come Kool G Rap, Raekwon (Wu Tang), Method Man (Wu Tang), Havoc (Mobb Deep) e con artisti come 50 Cent e Kanye West: dato quel che state facendo con Griselda, pensi possiate essere i nuovi Wu Tang o addirittura arrivare a un livello ancora più iconico nella storia dell’hip hop?
CTM: Sarò onesto, probabilmente non ci sarà mai un altro Wu-Tang Clan. E allo stesso tempo anche quel che siamo riusciti a realizzare e costruire con Griselda non sarà mai replicabile. Non ci sarà mai un’altra Griselda, perchè sento che siamo unici. Siamo talenti trascendenti, qualcosa che vedrete solo una volta nella vita.

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SD: Oltre ai rapper, ci sono producer come The Alchemist e Dj Premier che hanno collaborato con te: che rapporto hai con loro e com’è stato lavorarci insieme? Tra i producer con cui non hai ancora lavorato, con chi ti piacerebbe collaborare invece?
CTM: E’ leggendario poter lavorare con Dj Premier e vedere produttori come lui e Alchemist all’opera, così come studiare e imparare da quello che fanno. È stato un momento epico e importante per me, è stato davvero un’ispirazione. Per quanto riguarda il produttore con cui non ho ancora lavorato ma con cui mi piacerebbe lavorare, probabilmente ti direi Pharrell invece.

SD: “You can’t tell me all these rappers not inspired / Before Reject 2, niggas was rappin’ like Desiigner” dici in ‘No Women No Kids’ (‘Look What I Became’), perciò mi sorge spontaneo chiederti: quanto credi che tu e il tuo collettivo abbiate influenzato e cambiato il rap mondiale?
CTM: Mi sembra che abbiamo fatto molto e siamo cambiati molto se si ascolta tutto. Specie se si ascolta com’era la musica, com’era la dinamica di realizzazione degli album e altre cose del genere. E questa è anche la prova che Eminem sia arrivato dove sia ora. Potrei sbagliarmi, è solo la mia opinione, ma mi sembra che prima gli artisti facessero solo album con canzoni che pensavano sarebbero piaciute ai fan. Era come prendere la formula di ciò che era vincente, ma non è questo il senso dell’hip hop. Sai cosa voglio dire, questa merda dell’hip hop riguarda l’essere unici e originali e l’essere se stessi. E prima di ‘Reject 2′ abbiamo avuto questa paura di essere noi stessi, ma poi quando siamo arrivati con Griselda, siamo usciti fuori e tutti hanno visto che eravamo in forma come se fossimo sotto steroidi, che avremmo fatto spettacoli in tutto il mondo e che avremmo fatto dei tour. Se non fossimo stati noi stessi, avremmo compromesso l’integrità della nostra creatività.

SD: Quali sono invece gli album e gli artisti che ti hanno influenzato e portato a essere Conway The Machine oggi? E quali sono invece le tue attuali influenze musicali?
CTM: Direi che gli album che mi hanno formato e ispirato per essere me stesso oggi siano probabilmente ‘Reasonable Doubt’ (Jay Z), ‘Illmatic’ (Nas), ‘Me Against The World’ (2pac) e ‘The Infamous’ (Mobb Deep). Gli artisti dell’industria musicale che sto ascoltando e che non ho ancora nominato invece sono TF, Jay Worthy, Da Baby e Sauce Walka.

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SD: Oltre ai tuoi episodi di vita, nei tuoi testi si possono ascoltare molte reference al wrestling e al basket: quali sono stati i wrestler e i cestisti che ti hanno ispirato di più?
CTM: Per i wrestler direi probabilmente Ric Flair, Stone Cold e come nuovo nome Kevin Nash.

SD: “I put on for the city, I did it for Chello, I made him a promise” dici in ‘Calvin’ (‘LULU’): con Griselda stai mettendo Buffalo sulla mappa della storia dell’hip hop mondiale, ma che rapporto hai con questa città? Cosa ami di più e cosa odi di più di essa?
CTM: Odio tutto di Buffalo (ride, ndr). Odio tutto di essa e allo stesso tempo amo tutto di essa, questo è tutto quel che posso dire.

SD: “I do their streaming numbers with the vinyl and the CDs” dici in ‘Front Lines’ (‘From King To A God’), a testimonianza di quanto il brand Griselda e tutto i suoi prodotti siano iconici: quali altri articoli del merch mai realizzati vorresti vendere con il marchio Griselda? Quali sono invece le prossime mosse che avete in progetto musicalmente come collettivo?
CTM: Sneakers e jeans per me personalmente. Voglio iniziare a proporre cose diverse che non abbiamo ancora pubblicato. Ho un paio di nuovi album già in cantiere, per cui stiamo per pubblicare altra musica, a partire da Goose By The Way e dal suo album, che uscirà quest’anno e che è molto atteso, e dal film di Drumwork, con il quale inizieremo a spingere di più. E poi c’è Drumwork Exotic, il marchio della cannabis. Abbiamo alcuni artisti che fanno la loro musica e che la stanno rilasciando, come Goose, e stiamo cercando di star dietro a loro, da dietro alla telecamera e da davanti a essa; farò anche un pò; di recitazione in futuro, ma soprattutto vorrei scrivere serie e film. Ho poi un libro a cui sto lavorando, ‘God Don’t Make Mistakes’, che prima era solo un album e poi diventerà anche un libro. E infine abbiamo alcune cose a cui stiamo lavorando al di fuori della major.

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SD: In ‘Dropping Tears’ (‘From King To A God’) dici “I know God got a purpose, music saved my life / If I wasn’t recordin’, I would’ve been with him that night”, commentando la scomparsa del tuo ex producer e amico Dj Shay: cosa rappresentava per te e quanto è stato difficile per te e per gli altri componenti di Griselda superare questo lutto?
CTM: È dura. Probabilmente stiamo ancora cercando di superarlo perchè è stato un duro colpo. Dj Shay era il nostro fratello maggiore, il nostro mentore e un nostro amico, quindi per noi è stata una grande perdita. Per Benny, per West, per tutti noi è stata dura da accettare.

SD: Quella non è l’unica volta che hai vinto sulla sorte, dato che, come dici in ‘Bianca’ (‘Palermo’) (“I got shot in my head and in my neck and I’m still grinnin’”) sei stato colpito con dei colpi di arma da fuoco nel 2012, che ti hanno costretto poi a convivere con la paralisi di Bell: se potessi tornare indietro ed evitare di ricevere quelle pallottole, senza però essere sicuro di arrivare ad avere il successo che hai oggi, lo faresti? Avresti mai pensato di tornare a muoverti dopo quel che ti dissero i dottori sulla tua condizione fisica in seguito all’accaduto?
CTM: Sì, pensavo che mi sarei ripreso, sapevo che mi sarei ripreso. Me lo sono messo in testa e questo è il potere della manifestazione, il potere della parola: ho detto a me stesso e a tutti quelli che mi stavano intorno che mi sarei ripreso, che questo non era niente. Perciò non voglio cambiare quello che ho e non voglio cambiare quello che ho avuto, perchè penso che Dio non faccia errori (“God don’t make mistakes”).

SD: Hai chiamato uno dei tuoi album ‘Palermo’, hai nominato un brano ‘Milano Nights, Pt. 1′, hai girato il video di ‘Give & Give’ a Venezia: dopo tutti questi riferimenti a essa ti chiedo, qual è il tuo rapporto con l’Italia? Cosa ti piace di questo Paese e che idea ti sei fatto di esso da quando hai cominciato a venirci a suonare?
CTM: Adoro tutto dell’Italia, è un paese bellissimo, con gente bellissima e che è ricco di cultura, architettura e storia. E poi questo cibo fantastico, l’energia incredibile… è solo amore, provo solo amore per questo Paese. Questo è uno dei primi posti in cui sono venuto quando mi è stato permesso di viaggiare fuori dal mio Paese, fuori dall’America, e io, non so, mi sono innamorato di questa roba e amo tutto, amo il cibo, amo le donne, amo la gente. Amo davvero tutto di esso.

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SD: “I just seen a video on the news I couldn’t believe (Nah) / Another racist cop kill a nigga and get to leave (Again?) / He screamin’, I can’t breathe, cop ignorin’ all his pleas / Hands in his pocket, leanin’ on his neck with his knees” narri in ‘Front Lines (‘From King To A God’)’, perciò volevo chiederti: pensi che questa piaga dell’odio razziale potrà mai estinguersi negli Stati Uniti?
CTM: No, purtroppo no. Voglio dire, questa è solo la mia opinione, e non posso nemmeno dire che lo spero perché non mi interessa davvero. O meglio, non voglio sembrare insensibile, in parte mi interessa, ma semplicemente non lascio che mi rovini la giornata. Capisco cos’è e so come affrontarlo. Io ho dovuto imparare a gestire il razzismo sistemico. E onestamente non credo che il razzismo finirà mai perché è redditizio in America, sapete cosa intendo.

SD: “Build the next powerhouse record label, that was my next plan / DrumWork like Death Row in the ’90s mixed with Def Jam / We the Def Squad, but I shoot solo, I’m Redman” dici in ’200 Pies’ (‘La Maquina’): quali sono però per il 2025 i tuoi obiettivi con la tua etichetta?
CTM: Voglio vedere i miei artisti essere in cima alle classifiche e là fuori a fare ciò che devono fare e a costruire i loro marchi, mettendosi nella condizione di fare le cose che vogliono fare. E voglio vedere decollare il film di Drumwork e Drumwork Exotics, il nostro marchio di cannabis. Questo è il nostro piano per il 2025. E poi ho anche un altro paio di album in uscita nel 2025, quindi il lavoro non si fermerà e continueremo ad andare avanti ancora e ancora.

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(Intervista di Diego Montorio, fotografie di Rigablood x Salad Days Mag / WeKillWhatWeLove – All Rights Reserved)

Speed interview

July 2, 2025 |

Gli Speed sono sicuramente uno dei nomi più chiacchierati del panorama hardcore mondiale, passati in brevissimo tempo dai club di mezza Australia al famosissimo palco del Coachella, nonché a interminabili tour in giro per il mondo. Abbiamo avuto occasione di fare due chiacchiere col cantante Jem in occasione della loro data milanese.
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Lili Refrain interview @ Palestra Lupo, Catania

June 28, 2025 |

Assistere a un live di Lili Refrain è facile. Perché? L’iniziazione del rituale a cui ti chiede di prender parte è un richiamo tribale che sconvolge il corpo (la musica vibra, la voce ti scuote) e la mente (una sensazione di torpore/ipnosi) e gli occhi si incollano alla figura sciamanica che ti chiama a sé.

Abbiamo pensato bene di incontrarla per fare due chiacchiere, prima che tutto ciò accadesse, e approfondire così qualche nostra curiosità spingendo il discorso anche su imminenti novità:

SD: Ciao Lili e bentornata a Catania! Com’è essere qui dopo tanti anni?
LR: Ma grazie per l’accoglienza! Tornare in questa Terra è sempre molto emozionante per me. Ho vissuto dei momenti di vita straordinari proprio qui a Catania e già dal viaggio in traghetto, ammirare la Sicilia che si avvicina sempre più è stato qualcosa che fatico a descrivere a parole. Guidare su strade che hanno tutte un nome e una storia ben precisa, ammirare il paesaggio che cambia lentamente da Messina fino a lasciare lo spazio alla Montagna con tutta la sua magia e immenso potere lavico, essere accolta dai profumi dei paesi etnei…ha un impatto gigantesco su di me e non posso negarti che mi commuove di bellezza come poche terre riescono a fare. È splendido poter tornare qui dopo più di 10 anni!

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SD: Il tuo legame con la Sicilia e con Catania, nello specifico, è qualcosa che hai definito speciale e profondo, come ha influenzato la nascita e lo sviluppo di quella che è oggi Lili Refrain?
LR: La visceralità di questa Terra e il privilegio di averci vissuto per un buon periodo hanno sicuramente cambiato molto la mia prospettiva e il mio punto di vista… sulla vita tutta ti direi! Ho imparato moltissimo da questo luogo! Mi ha nutrita come mai era stato fatto prima, mi ha insegnato in modo estremamente tangibile e concreto che viviamo ogni giorno su un essere vivente, immenso, straordinariamente generoso così come implacabilmente letale. Un essere con cui poter comunicare e al quale restituire riconoscenza e rispetto in qualità dell’unica cosa che siamo: momentanei ospiti. Penso sia naturale che ogni esperienza totalizzante di vita si riversi poi in ciò che facciamo e sicuramente questo tipo di connessione profonda ha influenzato molto il mio ascolto e di conseguenza anche il mio modo di fare musica. Mi ha protesa molto più verso le viscere che altrove. Devo, in ogni caso, a una straordinaria creatura, Francesco Viscuso — anima alla quale sarò legata in eterno — la conoscenza in lungo e largo di quest’Isola, nonché anche la mia prima loop station e il termine “scippatesta” che è diventato poi un tratto distintivo della mia musica e dell’effetto che produce con la sua moltitudine di loop!

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SD: Negli ultimi anni hai avuto la meritatissima opportunità di calcare palchi enormi di festival quali Hellfest, Roadburn, Desertfest ecc… cosa ci racconti di queste esperienze?
LR: Passare progressivamente da luoghi minuscoli a palchi sempre più grandi è stato sicuramente molto formativo e, ovviamente, super emozionante! Più che il palco in sé, è suonare davanti ad una folla assurda a fare una differenza sostanziale. All’Hellfest c’erano 85mila persone: è stato come suonare davanti ad un’intera città e ovviamente il carico di responsabilità che ti senti addosso è notevole perché su un palco simile TUTTO è amplificato… non a mille… a FOLLA!!! Ogni gesto, ogni sguardo ma anche ogni errore. E come sai io sul palco sono totalmente da sola, e lì non puoi nasconderti dietro niente e nessuno. Onestamente se non mi fossi formata per anni ed anni tra spazi occupati e locali più o meno underground, non sarebbe stato lo stesso. Non è solo una questione di bravura o di preparazione tecnica, è proprio una questione umana. Davanti a una folla si percepisce chiaramente se sei genuino o stai facendo finta. Se stai assumendo una posa o sei, invece, totalmente a tuo agio nel comunicare. Insegna molto su come sei e su come vuoi che esca fuori la tua musica, perché mai come su palchi simili, prendi ancora più coscienza di essere un mero tramite, un ponte. Ed è questo quello che insegna il suonare… o almeno… questo è ciò che sto imparando da questa esperienza.

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SD: Come vivi invece il tuo rapporto con l’underground italiano e non?
LR: Con eterna, immutata gratitudine e con il massimo sostegno che posso restituire ogni volta che posso. Soprattutto quello italiano è stato la mia scuola in tutto e per tutto. È dove si è accesa la miccia. Dai gruppi ascoltati che mi hanno cambiato l’esistenza, alla presa di coscienza di una determinata attitudine con cui mi sono sempre sentita molto più che allineata, al cosa significa unire le energie e condividere idee, azioni, spazi e notevoli sbattimenti per creare alternative felici a un sistema che — ahimè — di felice non ha mai avuto molto, e oggi meno che mai. Sono cambiate tante cose, è cambiato tutto il mondo, e mai come in questo osceno e sempre più malato periodo storico abbiamo un gran bisogno di riprenderci la nostra coesione, scambiando assieme energie, idee, azioni, e ricreando spazi a partire da zero. Grata anche per questo — e non solo — che mi abbiate invitata qui a suonare dopo tanti anni!

SD: Quest’anno ‘Mana’ ha compiuto 3 anni e lo abbiamo amato fino in fondo. Come procede il tuo processo creativo? Sei in fase scrittura di qualcosa di nuovo? Ci concedi un’anticipazione?
LR: Lieta che ‘Mana’ abbia ricevuto così tanta accoglienza e affetto, è stato il disco dove probabilmente ho osato più di altri, ribaltando completamente il mio modo di suonare e introducendo strumenti che non avevo mai suonato prima, oltre alla chitarra. Sicuramente mi sono complicata un pò di più la vita ma direi che ne è valsa assolutamente la pena e sto continuando a portarlo in giro assieme al suo successore ‘Live In London’ uscito nel 2024 che è la sua versione dal vivo registrata durante lo splendido tour di tre mesi fatto assieme agli Heilung ed Eivør. In questo periodo, sì, sto lavorando in studio a nuovo materiale e allo stesso tempo sto lavorando anche alla colonna sonora di un videogioco insieme a quelle creature sensazionali di Morbidware. Posso dirti che sono molto in fermento!

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SD: Curiosità: c’è qualche strumento in particolare che ti piacerebbe introdurre in futuro nei tuoi set?
LR: Ce ne sono una valanga!!!!!! Ma devo prima imparare a suonarli!

Ad aprire la serata, prima dell’esibizione di Lili Refrain, due band, una di Catania e l’altra di Palermo apparentemente lontane nel sound ma vicine nella straziante proposta. Gli Asimov992 hanno disegnato un viscerale set basato su fluide immersioni nel post rock (strumentale) con derive Mogwaiane fino a lambire abbagli Pink Floydiani. Ottima prova con un pubblico sempre molto attento. Mentre i Grymalkin, dal loro canto, hanno imbastito il loro set con un post rock con un punto di vista opposto, più ruggente e lacerato da folate screamo. Una musica, per certi versi, lontana nel tempo ma che trova forza nel riprendersi spazio tra gli animi più fluidi e nostalgici.

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(Txt Federica Sapuppo; Pics Giuseppe Picciotto x Salad Days Mag – All Rights Reserved)