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Salad Days Magazine | June 22, 2024

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GEZORA ‘KEEP SMILING’

GEZORA ‘KEEP SMILING’
Salad Days

Review Overview

9
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Rating

GEZORA
‘Keep Smiling’-K7
(Shove/Liver Productions)
9/10


In perfetto timing arrivo all’ultimo colpo del Wu Tang Clan dell’hardcore milanese. L’ho già scritto, quindi ricordarsi sempre: Dave Curran come RZA! Ai distratti, a chi sfugge il concetto di cui sopra, vale la pena fare un breve riassunto delle puntate precedenti. Parliamo di una serie di gruppi che condividono di volta in volta uno o più strumenti, tutta gente che (per mia comodità) fa capo al basso storico degli Unsane, ora trapiantato a Vigevano, musicalmente parlando in Cox18. Abbiamo iniziato coi Baratro ed il lato noise core della faccenda. Siamo passati per i Malgrado ed il loro hardcore evoluto, serie La Crisi o certi Refused, quelli meno sperimentali. Abbiamo continuato con gli Odessa, e con il loro post/alternative rock profondo come il Mar Nero… anzi, spesso come i Marnero (lo so, questa è banale, ma se fosse una rima di Gue’ sareste tutti a dire “genio”). Arriviamo ai Gezora. E ci arriviamo, direi, molto bene. In un’ipotetica verticale del suono, avrei forse iniziato dagli Odessa? Non so. So che i Baratro per primi sono forse un po’ troppo forti. Anche vero che la distanza di ascolto tra le varie uscite mi ha permesso si azzerare il gusto e di resettare l’approccio… tipo bicchiere d’acqua tra un Rosso di Valtellina, un Sassella ed un Grummello. Detto questo, per continuare con la mia terra, penso che qualsiasi amante del buon vino sarebbe d’accordo con me: coi Gezora siamo all’Inferno. Che vuol dire, per gli astemi: dopo l’Inferno tutti a casa (eventualmente solo una grappa ci va sopra). Metal core: ci mancava la visione metal core del Wu Tang Clan made in MI. Nei Gezora suona gente che ha fatto la stagione dei Sottopressione. Per me, per loro, per chi ha vissuto quella stagione lo skate-core non è la Fat Wreck. Lo skate core non è ‘Bro Hymn’ dei Pennywise (mi viene il sangue al cervello). Skate core = JFA. Skate core = Ill Repute. Alla stessa maniera. Alla vecchia maniera. Nei Gezora suona gente che ha fatto la stagione dei Sottopressione. Per me, per loro, per chi ha vissuto quella stagione il metal core non è la Rise Records. Il metal core non sono i breakdown degli Emmure (mi viene il sangue al cervello). Metal Core = Earth Crisis. No cazzo. Ne ho trovato una ancora meglio. Metal Core = Zao! La stagione dei Sottopressione era il periodo in cui un gruppo (e quindi un genere) lo conoscevi se e solo se lo andavi a vedere. Dovremmo guardare nelle cronache del tempo. Dovremmo ricostruire la successione dei concerti che hanno cambiato la nostra percezione riguardo al metal, più o meno estremo. Il metal, lo dicevano i Fichissimi, era roba da sfigati, ed anche da mezzi fasci. Comunque. Ad un certo punto arrivano i Vision Of Disorder di supporto ai Sick Of It All. O I Will Heaven di supporto ai Deftones. Addirittura vediamo gli Zao headliners al Bloom, gli Earth Crisis spaccare il Babylonia. Chi è arrivato prima? Non me lo ricordo. Ma non ha tanta importanza. Nei Gezora, come negli Zao, non ci sono gli Slayer. Nei Gezora, come negli Zao, ci vedo gli Obituary (quelli di ‘Slowly We Rot’, quindi un super complimento). C’è più sporco. C’è più nebbia. Sentitevi le due voci: IMPRESSIONANTE la somiglianza (stiamo parlando di Daniel Weyandt, mica di (cit.) “Zio Tonio”) Pesanti, strutturati, ma senza dare alla testa (o annoiare, se si parla di musica). Complessi ma sempre spontanei. Questo non è Sfurzat. Non è un vino “processato” (l’analogo “famoso” sarebbe l’Amarone). Non è un vino costruito. Come diceva mio zio (Cesare, non Tonio), non è un vino per fighetti. Questo è (l’)Inferno. E non si scherza.
P.S.
La grafica. Cazzo. Pure la grafica. La cassetta. Cazzo. Pure la cassetta.
(franz1972)

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