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Salad Days Magazine | April 19, 2024

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Within Your Pain interview

Within Your Pain interview
Salad Days

WITHIN YOUR PAIN INTERVIEW
I Within Your Pain sono giunti al capolinea. Una scelta dettata dagli impegni dei vari membri, i quali non hanno però perso smalto una volta entrati in studio visti i risultati ottenuti col nuovo EP. Ne abbiamo parlato con il bassista Beppe e il cantante Alex.

SD: Parto con una domanda bruciapelo: perché fino a quando una band è in vita i suoi dischi vengono considerati a metà e quando si annuncia lo scioglimento l’ultimo disco viene osannato da tutti?
Beppe: È sempre così, alla stampa piace parlare bene di chi se ne va, noi abbiamo notato questa cosa e abbiamo architettato questo piano per avere voti altissimi nelle recensioni.

SD: Visto che stiamo parlando di scioglimento, cosa vi ha spinto a questo passo?
Alex: Fondamentalmente la possibilità di fare una reunion tra due anni e di conseguenza fare un sacco di soldi. Poi, da quando mi sono trasferito a Cuneo, riuscire a stare dietro alla band è diventato sempre più complicato.

SD: L’uscita in digitale a cosa è dovuta?
A: Nel 2012 la più grande etichetta mondiale ossia l’unica che viaggia davvero, è Internet, specialmente con il suo settore del download illegale. Quindi, ci è sembrata la soluzione migliore. Ovviamente, ringraziamo To React Records, che ci ha supportato ancora una volta e che distribuisce l’EP gratuitamente tramite i suoi canali.

SD: State suonando i vostri ultimi show in giro per l’Italia e non solo: com è la risposta del pubblico? Possibile che vi faccia tornare indietro il calore della gente o tutto è stato deciso?
B: La risposta è stata ottima, grandi live con bella gente, non potevamo chiedere di meglio. Tutto è deciso comunque: in futuro solo un live a Cuneo con Five Days Of Rain e Chaos Among Nameless potrebbe farci tornare a calcare un palco.

SD: Nel vostro ultimo EP avete dato prova dell’ennesimo passo in avanti a livello di band: se l’esordio era anonimo, col passare degli anni avete trovato una vostra strada che vi ha definiti. Siete d’accordo con questa mia tesi?
A: Noi siamo fieri di tutti i nostri lavori e li reputiamo più che buoni. Anche il primo, diciamocelo. Ovviamente siamo contenti e fieri della nostra evoluzione. Anche perché, se in cinque anni non ci fossimo evoluti sarebbe stato molto triste.

SD: Quanto è stata dura emergere nel corso di tutti questi anni? E quanto c’è di vostro a livello di sforzi personali per far girare il progetto Within Your Pain?
A: Tutto quello che abbiamo ottenuto è frutto dei nostri sforzi personali, chi dice il contrario (e queste persone ci sono…) può tranquillamente andare a quel paese e continuare a stare dietro a un PC a mettere “mi piace” su Facebook. Noi sappiamo le ore che abbiamo passato in sala prove, in studio, dietro a un PC o al telefono per crescere e per far arrivare la nostra musica il più lontano possibile. Idem i sacrifici fatti on the road.

SD: Qual è stato il miglior momento vissuto assieme nel corso degli anni?
A: Ogni momento è stato unico, non c’è un momento migliore rispetto a un altro. Prendi cinque amici veri a cui piace suonare, mettili in qualsiasi tipo di situazione, quello che ottieni sono momenti unici. Sempre.

SD: E il peggiore se mai uno ce ne fosse stato?
A: Domenica 9 dicembre, la mattina sarà poco “Swag” (è il giorno seguente al loro last show a Vigevano – ndr).
B: Tutti portiamo nel cuore la data fatta a Lugo, tenutasi per promuovere il secondo disco. Praticamente abbiamo suonato davanti a un divano, bellissimo. La cosa interessante è che c’erano anche una sessantina di paganti, solo che quando suonavano le band erano tutti all’esterno del locale, probabilmente a confrontare i vestiti alla moda che avevano appena comprato per andare al concerto.

SD: Tornando all’EP: perché proporre una classica canzone degli Emmure in chiave Within Your Pain?
B: Non avevamo mai fatto una canzone “alla moda”, quindi ci siamo chiusi in sala prove e in sei minuti abbiamo fatto il pezzo. Testo compreso.

SD: Qual è stato il disco dei Within Your Pain: più divertente, più impegnativo, il più carico di nervosismo tra di voi e quale invece il brano di cui vi vergognate?
B: Tutti i dischi sono stati divertenti e allo stesso tempo impegnativi, sia da comporre che da registrare. Forse, il più “stressante” è stato il secondo, perché avevamo una nuova etichetta e in un certo senso ci eravamo accorti che qualcuno lo stava aspettando. Fortunatamente, direi che non ci vergognamo di nessun pezzo registrato, forse siamo un po’ presuntuosi ma è così.

SD: Adesso ognuno per la sua strada, ma qualcuno di voi continuerà a suonare? In che altri progetti vi ritroveremo?
A: Io ho un nuovo progetto, chiamato Oaken/Throne. Tra qualche mese usciremo con un EP. Poi ho in cantiere un altro progetto The Only Moment We Were Alone. Diego invece suona nei BTB.

SD: C’è qualcosa che non vi è mai andato giù in generale?
B: Come band il nostro rammarico più grande è sicuramente quello di non aver mai potuto annunciare su Facebook di esserci comprati un tour all’estero.
A: Oltre a questo, anche il tonno, il gorgonzola e il pollo in agrodolce.

SD: Tanto già lo sappiamo che tra un paio d’anni ve ne tornerete con il classico reunion tour giusto per far soldi pre-pensione, quindi raccontatela giusta… Quali altre diavolerie avete in mente per il futuro?
A: Dunque, a parte l’ovvio tour di reunion per fare i soldi pre-pensione (che dovrebbe partire a marzo 2014 dalla Germania per poi proseguire in Italia, Nord Est America, Sud America e Arese), abbiamo un bel po’ di progetti in ballo. Io sto per lanciare un gioco da tavolo ispirato a Pazuzu e ambientato in Norvegia, sono sicuro che sarà un successo, anche perché, quando l’elettricità mancherà nel nostro mondo e quando i computer non potranno funzionare, potremo sempre leggere lanciare i dadi del gioco contro le candele accese per fare luce. Beppe andrà a fare il DJ negli Slayer, la notizia ufficiale dovrebbe uscire oggi. Marco, coronerà un suo vecchio sogno e si comprerà una ruspa molto grossa, con cui porterà in giro le band famose, gratuitamente. Di conseguenza, lui e la ruspa apriranno i concerti di queste band in Italia. Diego, sarà il nuovo bassista dei 30 Second To Mars. Machete, sta per esordire nella UFC nei pesi massimi.

SD: Questo è il vostro ultimo saluto per Salad Days, quindi viva l’originalità!
WYP: Non siamo originali e poi ci stiamo pure per sciogliere, quindi fallo tu a noi!

Within Your Pain I Myspace
www.withinyourpain.com

(Txt by Arturo Lopez x Salad Days Mag – All Rights Reserved)

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