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Salad Days Magazine | June 19, 2024

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Zeit ‘Monument’

Zeit ‘Monument’
Salad Days

Review Overview

8
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Rating

ZEIT
‘Monument’–LP/CD
(Assurd, Cave Canem Diy, Dingleberry, Dischi Bervisti, Epidemic, Icore Produzioni, Indelirium, Rip Roaring Shit Storm, Shove, Tanato, ToTeN ScHwAN)
8/10


‘The World Is Nothing’, uscito ormai un anno fa, imponeva gli Zeit come una delle realtà più interessanti dell’underground italiano, infilando una serie di canzoni feroci e nervose, fatte a pezzi da una sezione ritmica funambolica e ricucite insieme da una chitarra gelida quanto ricca di sfumature, che lasciava ad urla acide e disperate il compito di completare l’assalto. ‘Monument’ arriva a meno di un anno di distanza dal primo full-lenght per arricchire di nuove sfumature il suono della band: ‘Staring’, posta in apertura, sembra riprendere proprio dove ‘Past Meanings’ ci aveva lasciati pochi mesi fa, ma non tarda a mostrare una maggiore complessità nella trama sottostante, raddrizzandosi solo nel finale, quando esplode in una scarica di pura violenza. La seguente ‘They Run In Circles’ affida l’ascoltatore alle melodie drammatiche della chitarra che, adagiandolo sul tappeto preparato da basso e batteria lo conduce fino al centro del pezzo per poi lasciarlo in balia di un nuovo assalto corale dei quattro elementi. La title-track è invece l’ennesima conferma della capacità degli Zeit di scrivere canzoni incredibilmente “orecchiabili” e di facile memorizzazione nonostante la complessità e l’aggressività della proposta. Il violino dell’ospite Nicola Manzan emerge dai suoni convulsi che l’hanno fatta da padrone fino a quel momento per introdurre la quarta e ultima traccia dell’ep: si tratta della cover di ‘The Swarm’ degli At The Gates, riproposta qui in maniera fedele quanto personale dalla band che, pur lasciandone intatta la struttura, la fa sua vestendola con le sfumature peculiari del proprio suono. Probabilmente la grande quantità di idee condensate in questo ep avrebbe trovato maggiore respiro grazie ad un minutaggio più elevato ma mi piace pensare che ‘Monument’ fotografi un passaggio evolutivo che andrà a compiersi nei prossimi lavori della band. Io sto già aspettando.
(Filippo Monti)

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