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Salad Days Magazine | September 16, 2026

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CANCER BATS ‘GIVE ME DIRT’

CANCER BATS ‘GIVE ME DIRT’
Salad Days

Review Overview

5.5
5.5
5.5

Rating

CANCER BATS
‘Give Me Dirt’-LP
(Marshall)
5.5/10


Superfluo. “Agg. [dal lat. superfluus, der. di superfluĕre «traboccare, eccedere», comp. di super- e fluĕre «scorrere»]. – Che è in più, che non è necessario né indispensabile”. Mi perdonerete l’etimologia da nerd e “wannabe” ma descrive perfettamente questa nuova uscita dei leggendari Cancer Bats, i quali negli ultimi 20 anni hanno fatto la storia dell’hardcore Canadese. Sono arrivati a farsi rilasciare da Marshall Records, capostipite mondiale nell’ambito delle amplificazioni audio di qualsiasi tipo (non serve che ve lo dica io) e azienda poliedrica, e si sente. Infatti sul lato del suono non c’è da dibattere: chitarre potentissime, parti convinto, peccato che di riff interessanti ce ne siano pochi, basso molto anonimo, (con la materia prima che c’era si poteva fare meglio), la batteria è molto impattante ed è la componente che tiene quest’album in piedi insieme ad alcune coincidenze in cui tutti gli strumentisti hanno avuto delle idee carine. Non ho minimamente menzionato il cantante, questo é perché é lui l’artefice della mia esperienza negativa. Se la strumentale fosse stata diversa avrei pensato che fossero gli Skillet o altra roba superficiale del genere, ma invece sono i Cancer Bats, ma io invertirei le due lettere finali sinceramente… il disco ha tutti i presupposti giusti, eppure è come se non esistesse. Parte con un riff che fa gasare alquanto in ‘World Wild Fire Death Race’, bella strofa, poi arriva quella frase da ritornello snervante che noterete sicuramente, proprio alla Skillet, mi immagino Liam Corner che canta questa parte, “Butchered out eyes… Set me free…”, con delle smorfie alla Rob Zombie dei film iniziali come se fosse la cosa più figa della storia, purtroppo non mi fa effetto. Prendono un approccio molto new school nelle successive tracce come ‘Stay Stuck’ mischiando alcuni bendings e riff parecchio metal, ma è tutto così chiamato che fai un bell’headbang, si, ma senza espressione compiaciuta. Tutte le tracce dell’album soffrono della stessa malattia, partono fortissime e poi chissà cosa gli é venuto in mente di uscirsene con quei vocals mezzi fry scream, mezzi grunge, chissà, ma è una pena. La voce di Liam è sempre stata su questa linea, ma mai mi ha fatto pensare che potesse essere ridondante a tal punto. Quest’album sarà senza dubbio godibile live, si pogherà come sempre e suonerà bello, ma se ho possibilità di scelta, non ci torno su questa release. Il loro passato é talmente colmo di tutto ciò che puoi volere dall’hardcore che non ho una singola motivazione per voler riascoltare quest’album (3 volte sono bastate per confermare le mie opinioni). É un peccato perché loro sono veramente delle icone nella loro scena e questo mix purtroppo non fa per me e non riesco a dargli una sufficienza.
(Gabriele Gargiuolo)

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